sabato 6 febbraio 2016

Hurt

 

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Un bacio, il prossimo film di Ivan Cotroneo, potrà contare sulla collaborazione di Mika: la celebre pop star libanese e il regista napoletano che si sono conosciuti la scorsa estate.

In effetti, Un bacio affronterà i temi del bullismo e dell’omofobia tra gli adolescenti, attraverso la storia di tre sedicenni che, per motivi diversi, vengono isolati e discriminati dai loro coetanei. Anche Hurt tratta lo stesso argomento: è una canzone che denuncia il potere devastante delle parole – parole violente, meschine, offensive – in un’età dove spesso ci si specchia nelle opinioni altrui. Il videoclip del brano è stato diretto dallo stesso Ivan Cotroneo, e ritrae Mika all’interno della scuola dov’è stato girato il film, l’Istituto Marinoni di Udine, insieme agli attori Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Leonardo Pazzagli, protagonisti di Un bacio.

mika

Alle spalle di Mika c’è un muro brulicante di scritte omofobe, razziste, discriminatorie e sessiste, che vengono progressivamente cancellate.

“'Nothing’s only words'. Le parole sono sempre molto importanti, molto potenti. Il ricordo di quello che abbiamo provato quando abbiamo sentito delle parole che fanno male, rimane per sempre.” (Mika)

www.mikasounds.com/
www.twitter.com/mika...
www.instagram.com/mi...

venerdì 5 febbraio 2016

Dillo con gli emoji

 

federer

Il tennista svizzero Roger Federer è stato operato a un menisco dopo la fine degli Australian Open, e dovrà fermarsi dal gioco per circa quattro settimane. Dev’essere più o meno questa la cosa che ha scritto con gli emoji nel tweet che ha pubblicato giovedì sera.

news da La Repubblica

       ❤️  ⏰     ouch

   ✈️   scan

        ☝

    )  

Roger Federer Account  ‏@rogerfederer

Gli emoji (絵文字) sono simboli pittografici, simili ad emoticon, divenuti popolari in Giappone a fine degli anni 1990. Il nome deriva da 絵 e (immagine), 文 mo (scrittura) e 字 ji (carattere). Gli emoji vengono utilizzati sia negli SMS che nelle e-mail.   (da Whikipedia)

giovedì 4 febbraio 2016

La giornata dei calzini spaiati

 

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È la 3° giornata dei calzini spaiati per tutti, per colorare un po' il mondo, i piedi, il Cuore. Un evento che ormai è popolarissimo su Twitter tanto che l'hastagh (#calzinispaiati) è uno trending topic

Presentato 'fuori concorso' al "Giffoni Film Festival" 2014.
Tratto dal libro de La Pina "Il pianeta dei calzini spaiati", Add Editore Torino, 2013

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Anche Vinicio Capossela ha dedicato ai calzini spaiati una canzone, con una splendida metafora. Nella canzone "Il Paradiso dei calzini" l'autore dice:

"Dove vanno a finire i calzini,
quando perdono i loro vicini,
dove vanno a finire beati,
i perduti con quelli spaiati,
quelli a righe mischiati con quelli a pois,
dove vanno nessuno lo sa".

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#Calzini Spaiati

mercoledì 3 febbraio 2016

Da che parte va il bus ?

 

bus

Guardate attentamente l'immagine. In quale direzione va il bus?

È il rompicapo utilizzato da National Geographic  al quale sono stati sottoposti adulti e bambini. Risultato? I bambini hanno risposto più correttamente degli adulti. In particolare, l'80 per cento ha subito dato la risposta giusta: l'autobus (guardando la foto) va verso sinistra. Perché? Perché se viaggiasse verso destra si vedrebbero le porte per salire, che invece non si vedono.

Gli adulti hanno ammesso di trovarsi in difficoltà nel risolvere il rompicapo. Questo perchè, secondo una ricerca della University College of London, gli adulti usano più tipi di stimoli visivi per arrivare a formare un giudizio, mentre i bambini usano solo il primo stimolo visivo: in sostanza, il pensiero dei bambini è più essenziale rispetto a quello degli adulti, e dunque spesso anche più veloce.

lunedì 1 febbraio 2016

Malak and the boat

 

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…si tratta della storia di Malak, una bimba siriana fuggita dal suo paese assieme alla madre. Nel filmato, realizzato come fosse un cartone animato, la protagonista, che raffigura Malak, racconta il viaggio.

"Malak and the boat. A journey from Syria", ossia "Malak e la barca. Un viaggio dalla Siria", questo il titolo. In sottofondo la bambina racconta il percorso: "Una volta che siamo saliti, l'acqua ha cominciato ad entrare nella barca" dice Malak. "Avevo molto molto freddo" dice ancora, e poi "ero molto molto spaventata".

"Avevo molti amici, ma ora qui non c'è più nessuno", conclude la voce. L'immagine mostra una panoramica della barca con la bambina rimasta da sola. La sua storia era già stata raccontata dall'Unicef in questo video.

www.unicef.org