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mercoledì 30 novembre 2016

Supercalifragilistichespiralidoso

 

Expecto_Patronum

La sai, la parola magica? Apriti sesamo, perfavore, abra cadabra, ocus pocus, rock and roll, supercalifragilistichespiralidoso: un video di Burger Fiction raccoglie parole magiche da 45 film diversi. Funzionano.

lunedì 28 novembre 2016

Borrowed Time

 

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«Borrowed Time» è stato diretto, scritto e animato nei ritagli di tempo da Lou Hamou-Lhadj e Andrew Coats, due animatori della Pixar. Per realizzare il cortometraggio, che si rivolge ad un pubblico adulto e vuole esprimere concetti profondi, ci hanno messo cinque anni. La trama? Sembra un western, ma non lo è. C'è tanta tensione e pochissime parole. Il corto ha vinto numerosi premi e riconoscimenti nei festival in giro per il mondo. Le musiche sono firmate dal Premio Oscar Gustavo Santaolalla. «Il nostro obiettivo era creare qualcosa che andasse contro lo stereotipo del cartone animato» hanno spiegato i due. «Volevamo un film ‘più adulto', dimostrare che l'animazione può raccontare qualsiasi storia. I nostri personaggi non sono edifici da costruire con i mattoni, ma creature in tutto e per tutto viventi

"Why We Made Borrowed Time" Featurette from Borrowed Time on Vimeo.

lunedì 11 luglio 2016

La Musica

 

"Io capisco solo la musica. E sai perché la capisco? Perché la musica non ha bisogno delle parole, né dell'esperienza. La musica c'è..."

Fred Ballinger (Michael Caine)

Youth - La giovinezza.    Un film di Paolo Sorrentino.

venerdì 8 luglio 2016

Bonjour Paris

 

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“I spent two weeks in Paris this summer exploring the city and capturing many of the touristy things to do. I shot all time and hyper-lapses on a Sony A7s with three lenses (Canon 16-35mm f/2.8, Canon 24-105mm f/4, and Tamron 150-600mm f/5-6.3). All shots were done either handheld or on a tripod.”

http://www.tylerfairbank.com/

martedì 5 luglio 2016

Action Movie Kid

 

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Action Movie Kid is the family-friendly channel where imaginations REALLY come to life - sometimes quite destructively. James and Sophia are amazing children with who end up in extraordinary situations with their parents along for the ride. We love Star Wars, Super Heroes, and just good old fashioned cardboard boxes. This channel is for anyone young or old with an imagination.

segui

sabato 2 luglio 2016

Ghost 1990

 

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Sapevate che…Per il ruolo di Molly venne inizialmente convocata Meg Ryan, che però si rifiutò di valutare la parte.  Sempre per il ruolo di Molly venne fatta l’audizione anche ad una giovanissima Nicole Kidman. Demi Moore arrivò solo in seguito.  Si dice che Demi Moore alla fine fu scelta tra le tante candidate perché aveva un dono: riusciva a piangere spontaneamente da entrambi gli occhi.  Patrick Swayze venne, invece, scelto dal regista Jerry Zucker perché era un "macho sensibile". Questa considerazione nacque a seguito della visione di un'intervista a Patrick Swayze, durante la quale l'attore si era commosso parlando del padre.  Whoopi Goldberg venne scelta dallo stesso Zucker per il ruolo di Oda Mae grazie all'intervento di Patrick Swayze, che era un suo fan accanito.  Fu proprio la Goldberg ad aggiudicarsi uno dei due Oscar andati al film “Ghost”: quello di Miglior Attrice non protagonista (che le valse anche un Golden Globe) e quello della Miglior Sceneggiatura Originale a Bruce Joel Rubin.  Le voci di bambini riprodotte al rallentatore sono le inquietanti voci di sottofondo che è possibile sentire durante alcune scene del film.  La parodia di Ghost, visibile in una scena del tornio molto diversa dall'originale, è presente nel film “Una pallottola spuntata 1 e 1/2; l’odore della paura” con Leslie Nielsen. Il regista David Zucker volle omaggiare in modo divertente il fratello Jerry Zucker.

sabato 26 marzo 2016

Simmetrie

 

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Il favoloso mondo di Amélie è un film del 2001 scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet e interpretato da Audrey Tautou. Negli anni il film è diventato un cult, apprezzato dai critici e da gran parte del pubblico per alcune sue stravaganze. Un video pubblicato da qualche giorno su Vimeo mostra invece alcuni aspetti tecnici del film: le inquadrature simmetriche e i movimenti di camera caratterizzati da grandi zoom e da spostamenti molto veloci (di solito in avanti, ma non solo). La musica che si sente nel video è del polistrumentista francese Yann Tiersen, autore della colonna sonora del film.

Il favoloso mondo di Amélie su Wikipedia

sabato 6 febbraio 2016

Hurt

 

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Un bacio, il prossimo film di Ivan Cotroneo, potrà contare sulla collaborazione di Mika: la celebre pop star libanese e il regista napoletano che si sono conosciuti la scorsa estate.

In effetti, Un bacio affronterà i temi del bullismo e dell’omofobia tra gli adolescenti, attraverso la storia di tre sedicenni che, per motivi diversi, vengono isolati e discriminati dai loro coetanei. Anche Hurt tratta lo stesso argomento: è una canzone che denuncia il potere devastante delle parole – parole violente, meschine, offensive – in un’età dove spesso ci si specchia nelle opinioni altrui. Il videoclip del brano è stato diretto dallo stesso Ivan Cotroneo, e ritrae Mika all’interno della scuola dov’è stato girato il film, l’Istituto Marinoni di Udine, insieme agli attori Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Leonardo Pazzagli, protagonisti di Un bacio.

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Alle spalle di Mika c’è un muro brulicante di scritte omofobe, razziste, discriminatorie e sessiste, che vengono progressivamente cancellate.

“'Nothing’s only words'. Le parole sono sempre molto importanti, molto potenti. Il ricordo di quello che abbiamo provato quando abbiamo sentito delle parole che fanno male, rimane per sempre.” (Mika)

www.mikasounds.com/
www.twitter.com/mika...
www.instagram.com/mi...

venerdì 4 dicembre 2015

Peppeniello

 

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È morto Luca De Filippo, il “carissimo amico” di Eduardo.

Prendersi la confidenza, a Napoli, significa diventare invadenti, quasi maleducati; dire e fare cose che non abbiamo il diritto né di dire, né di fare. Chiamare qualcuno per nome, per esempio, è “prendersi la confidenza”. Ma quando quel qualcuno è un qualcuno conosciuto, famoso per qualcosa, chiamarlo per nome è un dovere: perché riconosce il suo stato, quello che ha fatto, chi è diventato. E quindi è un dovere per i napoletani chiamare Luca De Filippo solo Luca. Così come è un dovere chiamare Eduardo De Filippo Eduardo, Massimo Troisi solo Massimo, Antonio De Curtis solo Totò. E basta questo per capire chi fosse, veramente, Luca De Filippo. Per dire cosa rappresentasse.

Era nato a Roma. Ma era pure napoletano, nato e cresciuto sui palchi, dietro le quinte, vicino al padre mentre scriveva, recitava, andava in tournée per teatri. Ricordarlo oggi solo come “il figlio del grande Eduardo” è una carognata. Un’ingiustizia. Mancanza non solo di tatto ma pure di conoscenza. Perché per Luca la memoria di suo padre non è mai stato qualcosa con cui fare i conti e confrontarsi; era, invece, un punto da cui partire.

Ha portato in giro per teatri le commedie di Eduardo e di Scarpetta, ha interpretato tanti grandi autori, ed è stato sempre sé stesso; ha lasciato che anche altri potessero rappresentare le opere di suo padre, senza intervenire, senza mai dire la sua. Era un capocomico, un attore dialettale. Con gli anni, si era appesantito, era cambiato; il fisico asciutto di quando interpretava Tommasino accanto ad Eduardo era scomparso, leggermente piegato alle spalle dall’età. Il viso si era incavato. Erano usciti fuori gli zigomi, e la fronte, nella stempiatura dei capelli, si era fatta alta. Quando parlava, parlava con la voce di Eduardo.

L’ultima volta che l’ho visto, durante la prima de La Grande Magia al teatro San Ferdinando di Napoli, sono rimasto sinceramente stupito: perché quello che vedevo sul palco, che si muoveva, che sgranava gli occhi, che apriva la bocca e muoveva le mani, era Luca ed era anche, allo stesso tempo, Eduardo. La dignità dell’attore, del regista e del drammaturgo. Gli occhi che si chiudono, le pause che vengono recitate; il pubblico che sta lì, il fiato sospeso, rapito.

Luca esordì giovanissimo, a sette anni, nel ruolo di Peppeniello in Miseria e Nobilità. Quando venerdì s’è diffusa la notizia della sua morte, sono andato subito a recuperare il video, un bianco e nero tremolante e una pessima messa a fuoco in cui si riconosce Eduardo solo per la voce – ripete a intervalli quasi regolari “è vero” – e per certi movimenti che fa con la testa, le mani e le spalle.

«Luca stasera farà Peppeniello in Miseria e Nobiltà», dice De Filippo; accanto a lui c’è un bambino di sette anni che ha perso tutti i denti. «Avrà pure lui la stessa pedana di lancio», perché era una tradizione iniziare così, con Miseria e Nobilità e il ruolo che Scarpetta scrisse per uno dei suoi figli, Vincenzo. «È preparato ma non è un ragazzo prodigio. È un ragazzo come tutti quanti gli altri. Però ha vissuto con il suo papà, dietro le quinte, ha vissuto accanto a me quando scrivo le commedie, lui mi fa compagnia. Ed è stato veramente un dono che io ho avuto dal Signore. Perché veramente è un mio carissimo amico, questo qua». Un buffetto sulla testa e la platea dell’Odeon di Milano, anno 1955, applaude.

Si ripetono le opere, gli impegni; si ripetono chi era, con chi era sposato, figlio di quale scuola fosse. E quello che dovrebbe essere un momento per omaggiare, diventa un momento come un altro: grigio, didascalico, opaco. Luca era uno dei grandi del teatro non solo napoletano, ma italiano. Era un gigante, come suo padre. Dava voce a quella tradizione che ci è tanto cara, a quelle opere che ci hanno tenuto e ci tengono compagnia, riproposte a intervalli regolari in televisione. Era uno che, per Napoli, si spendeva e si impegnava. Faceva di tutto per aiutarla. Ed è così che Luca andrebbe ricordato: per chi era, per quello che faceva; non per chi di era il figlio.

  • Gianmaria Tammaro   30 novembre 2015
  • Napoletano convinto dal '91. Scrive di cinema, serie tv e fumetti. Gli piace Bill Murray. Il suo film preferito è Ricomincio da tre.

da IL POST

mercoledì 11 novembre 2015

Oggetti per caso

 

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Per la maggior parte degli spettatori dei film, gli oggetti di scena sono elementi casuali: sono soltanto oggetti che per caso circondano o vengono utilizzati dai personaggi. Come spiega Rishi Kaneria nel suo video, invece, gli oggetti di scena nei film hanno funzioni molto più nobili e importanti che l’arredo o la decorazione: possono portare avanti la trama, precisare alcune caratteristiche di un personaggio, raccontare un fenomeno senza mostrarlo o mostrando una cosa diversa, creare suspence, farci ridere o piangere, darci un falso indizio o rivelare un mistero.In alcuni film, ad esempio “Cast Away”, un oggetto può diventare un personaggio chiave (Wilson). In altri casi gli oggetti di scena funzionano come simbolo e metonimia per i protagonisti: la frusta di Indiana Jones o l’ombrello di Mary Poppins, ad esempio.In altri casi ancora, gli oggetti di scena fanno parte di un sistema simbolico: nel “Padrino” di Francis Ford Coppola, ad esempio, le arance sono simboli di morte e compaiono nelle scene in cui muore qualcuno, o vengono utilizzati per prefigurare una morte. Il video di Kaneria analizza le funzioni fondamentali e accessorie degli oggetti di scena, con famosissimi esempi.

 

Why Props Matter from Rishi Kaneria on Vimeo.

mercoledì 4 novembre 2015

Inside Out

 

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È stato definito il capolavoro Pixar, gli hanno già consegnato un Oscar ad honorem (per quello vero, si vedrà) ed ha sbancato ai botteghini con un incasso record di 6,5 milioni di euro nel primo weekend di programmazione nei cinema italiani. Inside Out emoziona perché diverte i bambini (è colorato, divertente), e sa fare riflettere i grandi. Si è perciò conquistato la simpatia di tutti gli spettatori, rimbalzando sui social tra citazioni, commenti e brevi video.

http://film.disney.it/inside-out

venerdì 2 ottobre 2015

Visto dall’alto

 

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Il regista Quentin Tarantino utilizza molte inquadrature dall’alto, nei suoi film. Un video di whoispablo raccoglie un po’ di esempi di questa tecnica

giovedì 1 ottobre 2015

Un pizza per Kevin

 

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Eppure, da anni e anni, in tanti ci siamo dannati l’esistenza cercando di capire come e perché la pellicola possa essere affetta da un buco nella trama abbastanza colossale.  In un passaggio del film, la linea telefonica della casa di Kevin McCallister viene interrotta a causa dei danni arrecati dalla tempesta e dalla caduta di un albero.  Come può Kevin ordinare della pizza a domicilio data la situazione?

La situazione viene spiegata, in maniera abbastanza intuitiva, da un utente di Reddit:

Ho sempre dato per assodato che il tronco abbia danneggiato la linea telefonica di tutta la città, ma le chiamate locali all’interno del medesimo distretto funzionavano ancora.

A confermare questa interpretazione è stato nientemeno che Hank Hultquist, Vice Presidente della Federal Regulatory Affairs della compagnia telefonica AT&T che, sull’Huffington Post, chiarisce la plausibilità dello scenario ipotizzato dal Redditor:

Ora sta cambiando tutto per il passaggio della telefonia al cloud, ma negli anni novanta era una situazione del tutto plausibile. Quando tentavano di chiamarlo da Parigi, facevano affidamento su tutta una serie di connessioni attraverso cavi piazzati sotto l’oceano, ciascuno dei quali poteva avere dei problemi capaci di pregiudicare la possibilità di parlare con qualcuno.

Mamma, ho perso l'aereo

giovedì 10 settembre 2015

Kubrick

 

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Nato a New York City il 26 luglio 1928, Stanley Kubrick iniziò la sua carriera come fotografo per la rivista statunitense "Look", prima di avvicinarsi al mondo del cinema all'inizio degli anni Cinquanta. Fu il regista di una serie di film di successo, tra i quali "Spartacus" (1960), "Lolita" (1962), "Dr. Strangelove" (Il dottor Stranamore, 1964), "A Clockwork Orange" (Arancia meccanica, 1971), "Shining"(1980), e "Full Metal Jacket" (1987).

“Un sogno non è mai soltanto un sogno.”

venerdì 4 settembre 2015

Laurel & Hardy Dancing

 

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« Il mondo è pieno di persone come Stanlio e Ollio. Basta guardarsi attorno: c'è sempre uno stupido al quale non accade mai niente, e un furbo che in realtà è il più stupido di tutti. Solo che non lo sa. »

(Oliver Hardy)

Laurel & Hardy Dancing To Morrissey from Daniel Barassi on Vimeo.

mercoledì 19 agosto 2015

Gomorra, parlez vous français?

 

roberto saviane on line

Vi siete mai chiesti quali sono gli effetti del doppiaggio su un dialogo in napoletano? Gomorra la serie è stata distribuita in 120 paesi e doppiata in molte lingue.

www.robertosaviano.com

domenica 16 agosto 2015

L’uomo che fa i trailer

 

mwa

Mark Woollen & Associates has created some of the most memorable and effective motion picture advertising of the last twenty years. From award-winning campaigns for "Schindler's List," to "The Social Network" our approach has always been to find the most innovative and intelligent ways to market exceptional

Mark Woellen non è famoso ma ha creato i migliori trailer cinematografici degli ultimi anni…

da  IL POST

sabato 1 agosto 2015

giovedì 30 luglio 2015

Death on the Nile

 

AGATA

La sua vita è stata un'avventura come i suoi romanzi. Ma Agatha Christie, Regina del giallo, ha trasportato nei suoi romanzi molte delle sue vicende e sogni personali Con Agatha Mary Clarissa Miller, il giallo non passa mai di moda. Nemmeno dopo 123 anni. Lei però non è né una stilista né un’esperta di moda. É una scrittrice e tutti la conoscono come Agatha Christie, la Regina del giallo. É tra le scrittrici britanniche più lette e tradotte, pareggiando un grande drammaturgo come Shakespeare. Pare che nella sua vita abbia guadagnato circa 20 milioni di sterline producendo 66 romanzi gialli, 20 opere teatrali, 6 libri rosa e 150 racconti.

continua su VOGUE

Death On the Nile è forse il più celebre adattamento cinematografico tratto da un libro di Agatha Christie: la cornice esotica ben rappresentata, la forza di un Peter Ustinov al massimo della forma nel ruolo di un perfetto Hercule Poirot hanno trasformato il film in un classico. L’avventura si snoda tra i monumenti egiziani durante quella che rappresenta per molti un “must” delle vacanze organizzate: la crociera sul Nilo. A bordo di un battello che scopriamo chiamarsi “Karnak” (proprio come il celebre tempio a due passi da Luxor) un gruppo eterogeneo di persone consuma la vacanza tra un omicidio e l’altro col “superospite” Poirot a indagare e formulare ipotesi.

continua su LA CROCIERA IMPOSSIBILE DI "ASSASSINIO SUL NILO"

domenica 26 luglio 2015

Gryphon Award

 

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Film indimenticabili, emozionanti, difficili. Sono quelli che i 3.600 giurati del Giffoni Film Festival hanno deciso di premiare nell'edizione 2015 denominata Carpe Diem.

Ecco i premi ufficiali Gryphon Award: