Film indimenticabili, emozionanti, difficili. Sono quelli che i 3.600 giurati del Giffoni Film Festival hanno deciso di premiare nell'edizione 2015 denominata Carpe Diem.
Ecco i premi ufficiali Gryphon Award:
Questo è un luogo speciale, dedicato ai ragazzi, e non solo... Un luogo che si riempirà di suoni, colori, e tante storie: da leggere, da ascoltare, da cantare, da recitare e da disegnare insieme.
Film indimenticabili, emozionanti, difficili. Sono quelli che i 3.600 giurati del Giffoni Film Festival hanno deciso di premiare nell'edizione 2015 denominata Carpe Diem.
Ecco i premi ufficiali Gryphon Award:
Quando entra nella sala stampa del Giffoni Film Festival per incontrare i giornalisti, tutti rimangono con il fiato sospeso per qualche secondo: a prima vista sembra di trovarsi di fronte proprio Pietro Savastano, il terribile boss del clan criminale protagonista di Gomorra. La fisicità imponente è quella, il taglio di capelli anche, visto che l’attore è impegnato in questi giorni proprio sul set della seconda stagione della serie prodotta da Sky. Appena comincia a parlare però, si capisce subito che di fronte si ha una persona completamente diversa: Fortunato Cerlino sorride spesso, scherza, racconta aneddoti e perfino la voce, molto meno profonda e ansimante di quando si trasforma in Pietro, è completamente diversa.
da TVZAP
Dal periodo trascorso in Italia cosa ti è rimasto?
«Mi hanno colpito alcuni gruppi o cantanti famosi in Italia come i Negramaro o Jovanotti. Difficile però tracciare con una unica pennellata tutta la cultura italiana. Napoli è ben diversa da Venezia che è ancora diversa dalla Toscana, dove ho abitato io. E poi il cibo. La cucina italiana è la migliore al mondo».
da BestMovie
Ha terminato le repliche del musical "Ediwig and the Angry Inch" a Broadway e subito si appresta a volare in Italia. Darren Criss, star di "Glee", girerà infatti nel nostro paese il film "Smitten", commedia romantica che segnerà il debutto alla regia di Barry Morror, sceneggiatore Premio Oscar per ‘Rain Man’.
un film girato in Italia a partire dal lunedì 20 luglio, Criss interpreterà un giovane fashion executive americano rapito da tre maldestri mafiosi e nascosto in un paesino tra le alpi, dove ben presto sboccerà l’amore con la gente del posto. Nel cast ci saranno anche Madalina Ghenea (che abbiamo visto nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, “Youth”) e Angela Molina.
Il film sarà girato interamente in Italia: quattro settimane a Malga Fane, idilliaco villaggio alpino del Trentino Alto Adige, e poi la produzione si trasferirà a Roma per altre tre settimane. Ma tra una ripresa e l’altra Darren ha trovato anche il tempo di fare tappa al Giffoni Experience, dove il 24 luglio ha partecipato ad un Meet & Greet con i suoi numerosi fan.
https://twitter.com/darrencriss
La Gang di Drac è tornata in una nuova mostruosa commedia d'animazione targata Sony Pictures Animation! Tutto sembra cambiato in meglio all'Hotel Transylvania....la rigida politica dell'hotel-solo-per-mostri di Dracula è decisamente più flessibile, tanto da aprire le porte agli ospiti umani. Ma dentro la sua bara chiusa Drac è preoccupato che il suo adorabile nipote Dennis, metà umano e metà vampiro, non stia mostrando alcuna vampiresca caratteristica di famiglia. Così mentre Mavis è occupata con Johnny a far visita ai suoi suoceri umani, Drac arruola i suoi amici Frank, Murray, Wayne e Griffin per coinvolgere Dennis in un campo di addestramento per mostri.
Ma in pochi sanno che lo scontroso e molto vecchio, vecchio, vecchio papà di Drac, il Conte Vlad, sta per far visita all'hotel di famiglia. E quando Vlad scopre che il suo pronipote non è un Purosangue e gli esseri umani sono ora i benvenuti presso l'Hotel Transylvania le cose si metterano davvero male!
Fanno indubbiamente della musica internazionale (e hanno anche una “immagine” internazionale, che non è poco), magari non originale se si tiene in considerazione il panorama estero a 360 gradi, ma il loro modo di fare musica rispecchia questo “momento musicale“.
Stash è il frontman del gruppo: canta e suona la chitarra. Alex Fiordispino è seduto alla batteria e Daniele Mona al synth. Qual è il vero nome di Stash? In realtà si chiama Antonio. Età: 26 anni Sogno: Suonare alla Wembley Arena Ama: Michael Jackson Odia: Le sale d’attesa
Stash inizia già da piccolo a interessarsi alla musica, grazie all’influenza del padre che è proprietario di uno studio di registrazione a Napoli. Durante l’adolescenza, scopre l’hip hop e fonda una cover band. Una volta finito il liceo, parte alla volta di Milano dove si iscrive all’Accademia di Brera.
Alex s’innamora della batteria illuminato da band indie come Arctic Monkeys e The Strokes. Ama anche l’elettronica.
Daniele invece si appassiona ai sintetizzatori, ispirato dalla musica anni ’80.
I The Kolors si incontrano a Milano e iniziano a collaborare: presto vengono chiamati per esibirsi in molti locali della città.
https://instagram.com/thekolors_stash
https://instagram.com/alex_thekolors
www.facebook.com/thekolorsofficial
www.facebook.com/alessandrofiordispino
Tom Felton sala Truffaut Giffoni Film Festival 21 luglio 2015. Sul blu carpet sia prima di entrare in sala che all’uscita è stato molto generoso: ha scattato selfie sia coi fans che con i fotografi che lo attendevano, si è dato completamente e per quanto ha potuto a tutti coloro che lo attendevano da ieri in Cittadella. Draco Malfoy si è dimostrato una persona davvero speciale“
Tom Felton sala Truffaut Giffoni Film Festival 21 luglio 2015, ha raccontato del film "Risen, in cui interpreta un legionario romano che assiste alla crocifissione e resurrezione di Cristo: “E’ una storia narrata seguendo uno sguardo storico, è un resoconto realistico non basato sul mito o sulla leggenda di Gesù.
Risen, parlerà della Resurrezione di Cristo e delle settimane che ne seguirono. Il tutto visto attraverso gli occhi di Clavius (Fiennes), militare romano di alto rango che insieme a Lucius (Felton) viene istruito da Ponzio Pilato affinché i seguaci di Cristo non alimentino la 'leggenda' della resurrezione. Scomparso il corpo, Clavius darà vita ad una missione per ritrovarlo, pur di smentire le voci di un Messia 'risorto' ed evitare una rivolta a Gerusalemme.
È nata una nuova coppia comica? Lo scopriremo solo nel 2016, con l’uscita del film nelle sale di Tiramisù.
….è uno dei brani più rappresentativi del nuovo lavoro di Malika Ayane con arrangiamenti minimal e ritmi dance. La canzone si apre con un riff incalzante e ipnotico ("C'è chi aspetta un miracolo e chi invece l'amor/ chi chiede pace a un sonnifero/ chi dorme solo in metro'") che introduce il tema della canzone, rappresentato da un inciso irresistibile ("LENTO può passare il tempo/ ma se perdi tempo poi ti scappa il tempo, l'attimo/ LENTO come il movmento/ che se fai distratto perdi il tuo momento, perdi l'attimo") per esplodere in un ritornello liberatorio: "Tu non lo sai come vorrei/ridurre tutto ad un giorno di sole/tu non lo sai come vorrei/saper guardare indietro/SENZA FARE SUL SERIO". Un brano ricco di sorprese con un ironico elenco di comportamenti, vizi, manie legati alla vita distratta e frenetica che tutti facciamo: "e chi guarda le nuvole, e chi aspetta al telefono, chi ti risponde sempre 'però', chi non sa dire di no".
Malika Ayane è stata protagonista al Festival anche nell’anteprima del cortometraggio Lava, in uscita insieme al nuovo film d’animazione Disney•Pixar Inside Out: la cantante e il vincitore di Sanremo Giovani Giovanni Caccamo sono i doppiatori di due vulcani, Uku e Lele, protagonisti di un emozionante musical ispirato alla bellezza delle isole tropicali e dei vulcani oceanici
Ho capito di voler cogliere l’attimo quando, intorno ai 18/19 anni, ho deciso di abbandonare gli studi, avendo intrapreso una collaborazione con il grande Proietti. Per sei mesi, la mia famiglia è stata molto spaventata. Poi mi hanno sostenuto divenendo, tutt’oggi, i miei fan più accaniti. In ogni caso per me – ha aggiungeto – Carpe Diem è un invito a cogliere i momenti che cambiano la vita”. Fresi è rimasto entusiasta del Giffoni Film Festival. “Tutti mi avevano parlato del Gff perché dicevano che fosse il Festival più figo del mondo. Ed è vero. Qui ho trovato un’onda di ragazzi con sguardi che cercano risposte”.
"Ho imparato a cucinare osservando mia 'nonna' (lo dice in italiano, ndr). E mi piace cucinare, per me e per la mia famiglia: preparo la parmigiana, le polpette, il ragù ("la salsa che cuoce tre giorni", dice). Ho conquistato mia moglie cucinando"
"Non mi sono mai reso conto di quanto la cultura italiana facesse profondamente parte di me fino a quando non sono venuto qui. La mia famiglia si è trasferita in America nella seconda metà dell'Ottocento, dai tempi dell'Unificazione, ma certe cose fanno parte di me. Mi sono reso conto di essere un cigno, non un brutto anatroccolo..."
È stato vegetariano per tanti anni. Nell'estate 2015 ha dichiarato, in occasione della sua presenza al Giffoni Film Festival, che non segue più la dieta vegetariana, ma cerca comunque di mangiare poca carne.
markruffaloHad a really wonderful time. Thank you for your generous nature and kindness. @Giffoni-Experience @giffonifilmfestival Thank You Claudio Gubitosi, @Manlio_K and my incredible interpreter Caterina Melara.
CARPE DIEM è l’urlo di migliaia di giovani che all’unisono con la direzione artistica di Giffoni Experience segnerà l’edizione numero 45
Carpe Diem è un invito, è un monito, è un concetto.
È l’invito a rendere straordinaria la propria vita. A non accontentarsi, senza rimandare “a poi” quello che si può fare subito, con coraggio e con passione. È un monito, come quello che sussurra il professor Keating (il compianto immenso Robin Williams) alle orecchie dei suoi allievi ne “L’attimo fuggente”: la vita scorre veloce e l’età acerba della giovinezza non ritornerà, per questo va fatta fruttare appieno per goderne l’irripetibile unicità
È un concetto antichissimo e sempre attuale. Carpe Diem è la bellissima locuzione che Orazio coniò per esprimere l’idea che “vivere il presente” è la strada maestra per affermare la propria libertà individuale nel gestire la propria esistenza. Carpe diem per noi non ha lo stesso valore “distorto” che ebbe nel Rinascimento (invito al godimento effimero finché dura la giovinezza), ma quello più filosofico legato alla consapevolezza che all'Uomo il futuro è precluso, come conoscenza. Però in qualche modo è possibile determinarlo con le scelte “presenti”, con le azioni che adesso (nel qui e ora) metteremo in campo.
Noi esortiamo, attraverso questa linea tematica del 2015,a cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro!
Non domandare, Leuconoe - non è dato sapere - che
destino gli dei hanno assegnato a me e a te, né consulta
gli oroscopi. Com’è meglio tollerare ciò che sarà, sia che Giove
ci abbia dato ancora tanti inverni sia che questo, che sfianca
il mar Tirreno con rocce di pomice, sia l’ultimo: sii assennata,
purifica il vino e recidi la duratura speranza, ché la vita è breve.
Mentre parliamo, se ne va il tempo geloso:
strappa l’attimo, e non fidarti per nulla del domani.
ultimi momenti del Festival ed ultimi ospiti, Luca Argentero al festival
Argentero ha detto: "Io vedo i talent show come una forma contemporanea di festival, come tempo fa poteva essere Castrocaro. I reality, invece, penso che abbiano perso la sua forza col tempo: come si vede, non è più un ufficio di collocamento come lo era ai tempi. Unici anni fa, c'era solo il Grande Fratello. Credo che ormai la gente sia stufa di vedere qualcuno che sta su un divano". Driblata la tv, si passa al web e al suo progetto multi-canale per Youtube dal titolo MegaTube: "È una piattaforma che raccoglie il meglio di quello che c'è oggi su internet La tv è obsoleta; la tendenza ormai è vedere quello che vogliamo, quando vogliamo e per quanto tempo abbiamo a disposizione. La nostra attenzione è soprattutto rivolta ai creatori, quelli che realizzano video e che vogliono condividerlo efficacemente: caricare un video su YouTube è un po' come lanciare un sasso in un mare. Altro obiettivo è far queste produzioni web: vogliamo dare un ritorno a chi produce. Abbiamo portato anche del cinema sul web. Vogliamo fare uno streaming legale, restituendo al produttore un guadagno, come strumento di lotta vero alla pirateria".
“Per i giurati - spiega Gubitosi nella conferenza stampa di chiusura – è un giorno difficile, quello dei saluti. Saremo semplici anche oggi perché Giffoni non ha mai smarrito la propria semplicità, siamo cittadini di un paese che abbiamo portato nel mondo.
Mi hanno chiesto in questi giorni quanti collaboratori ha Giffoni. La risposta è 120 mila. Ripeto: 120 mila. Sono tutti quelli che, attraverso i social, lavorano con noi con voglia, energia, pensieri. Tutto quello che accade a Giffoni, i talenti che arrivano, la musica, persino il colore delle magliette, sono scelte dai ragazzi”.
Un’avventura iniziata undici giorni fa con la maratona della Marvel, i cinema strapieni di giorno e di notte, i ragazzi accampati in attesa di Lea Michele e Dylen O’Brien, l’entusiasmo per i Negramaro e per i divi Richard Gere e Alan Rickman: “I giurati si sono divertiti, hanno affrontato temi difficili, scottanti, forti perché Giffoni dice la verità. Se la società è brutta, la colpa non è dei film ma della società -spiega Gubitosi- Nella loro valigia i ragazzi porteranno tanti dubbi che poi sapranno come risolvere, perché i dubbi sono importanti. E porteranno anche la cordialità e la bellezza della nostra regione”.
e poi partitella a pallone per chiudere in bellezza, ma a riportare l’ordine è stato il caro Zeus
e l’appello per la pace di Frank Matano al Giffoni Film Festival 2014
Questo è il nostro video per la PACE realizzato con i ragazzi della giuria. vederlo proiettato in cittadella, tutti insieme, ci ha dato brividi indimenticabili. condividi! #Giffoni4Peace
Madrina della 44esima edizione del GFF, Ornella Muti presenzia alla Cerimonia di Premiazione ma prima di vivere l'atto conclusivo di quest'anno si concede alla stampa nella conferenza di Chiusura del Festival.
"Ho avuto la fortuna di iniziare ai tempi dei grandi produttori cinematografici. Ora sono per lo più distributori, sono
legati alle tv, non c'è più quella creatività di allora":
Ornella Muti ricorda con una certa nostalgia i tempi dei suoi esordi, oggi che il cinema italiano non riesce a offrire ruoli adeguati per le donne 'più grandi'.
"Passando il tempo sono diventata più attenta ed esigente nella scelta dei copioni. L'importante però è essere fedeli a se stessi. Voglio essere sempre orgogliosa di quello che faccio"
Tonino Pinto eredita la passione per il cinema dalla sua famiglia, che opera da oltre ottanta anni in questo campo. Critico cinematografico e letterario, noto in Italia quanto all’estero. Dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre, per Cinema , Spettacolo, Costume). Giornalista dal ’72, collabora con le più prestigiose testate: Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, TV Sorrisi e Canzoni,L’Espresso, Il Messaggero, Il Mattino e La Gazzetta di Mezzogiorno.
Per la Radio, insieme a Maurizio Costanzo cura programmi come “Buon Pomeriggio”, numerose anche altre sue collaborazioni. Inviato speciale RAI per Cinema, Spettacolo, Costume. Esperto di Festival e Rassegne Cinematografiche Internazionali, realizza oltre ventimila reportage in tutto il mondo, curando documentari come ‘Hollywood’,’ La storia del cinema americano’, ‘Caro Antonioni’.
I Piccoli Grifoni, Ozpetek, Troisi, i Santi e le Madonne e la musica della sua vita...
Ferzan Özpetek saluta così i giurati Generator raccolti in sala Truffaut sotto il tema Be Different:
"Essere diversi dagli altri è importantissimo; uscire e restare fuori dal gregge vuol dire far centro nella vita"
dice il regista che elenca tutte le volte in cui ha mantenuto ferme le proprie scelte artistiche di fronte alle proposte dei produttori.
da Cineblog
Dopo le "barzellette" in sala stampa in cui mi sono sentita un pò Alberto Sordi ne "Il Vigile" abbiamo finalmente potuto avvicinare Paolo Ruffini. Abbestia!!! Come avrebbe detto lui...
la mamma Grifona
…in Turchia i bambini sotto i sette anni non potevano entrare nei cinematografi. E io invidiavo i miei fratelli, che avevano il permesso di andarci…
Ferzan Ozpetek ci racconta la sua Istanbul. Anzi, le sue Istanbul. Plurale. Quella dei suoi ricordi, e quella di oggi. Lo fa lasciando per la prima volta la macchina da presa, e scrivendo: "Rosso Istanbul", appena uscito per Mondadori, è un piccolo libro in bilico perfetto tra passato remoto e presente accelerato, storie e destini e autobiografia che si sfiorano e si intrecciano, come nei suoi film.
Rosso Istanbul: è questo, allora, il colore della sua città? "E’ il colore dello smalto scarlatto che mia madre, ora quasi novantenne (a proposito: è lei, in una foto anni Cinquanta, la bella, misteriosa donna in copertina), vuole ancora sulle mani. E’ il rosso dei carrettini dei venditori ambulanti di "simit": le ciambelle calde ricoperte di sesamo che sono la prima cosa che compro quando arrivo. Il rosso fiammante dei vecchi tram: ne è rimasto solo uno, dove salgono i turisti, a Istiklal Caddesi. Il rosso dei melograni spremuti per strada. Ma anche il rosso di un abito semplice, rivoluzionario, di una ragazza da sola contro gli idranti della polizia, durante le proteste di Gezi Park: un’immagine che ho ancora negli occhi. E che è nelle pagine del mio libro. Con orgoglio: l’orgoglio di vedere ragazzi e ragazze del mio Paese ribellarsi, alzare la testa, e in modo creativo. Quello che vorrei vedere, di più, più forte, più spesso, anche in Italia". Una metropoli che cambia a velocità accelerata: la segue da vicino, o da lontano? "Istanbul non l’ho mai lasciata. Ci torno almeno ogni due mesi, soprattutto per trovare mia madre: anche a lei, ai suoi segreti, alla sua malinconia, è dedicato il libro. Ma è come se avessi due patrie, due città: Roma, e Istanbul. Non a caso uno dei tanti nomi della mia città, oltre a Costantinopoli, Bisanzio, e ancora "Dersaadet" o "Bab-i Ali", la porta della felicità o la porta sublime, è proprio "la seconda Roma". Che dire? Era destino".
Era destino, forse, che Ozpetek venisse in Italia, ad appena diciassette anni, a studiare cinema, anche se il padre, che aveva acconsentito ad aiutarlo, gli aveva proposto l’America. Era destino che vivesse sempre in bilico tra la prima e la seconda Roma, scenario e nutrimento continuo anche dei suoi film. Ma della Istanbul di oggi, che cosa le piace? "Mi piace la modernità, il dinamismo, i 16 milioni di persone che pensano, progettano, fanno arte ma anche politica. Non mi piace la frenesia di distruzione, con cui si demolisce tutto per costruire qualcosa di non necessariamente bello o utile, solo nuovo. Poco prima di Gezi Park – che era, appunto, il tentativo di radere al suolo un parco in centro – c’è stato Emek Sinemasi, che ho seguito da vicino, con molta tristezza". Emek Sinemasi è un vecchio cinema degli anni Trenta, un cinema storico, costruito ai tempi di Atatürk, che è stato purtroppo demolito, per farne un ennesimo shopping center. "La scorsa primavera sono stato coinvolto anch’io, così come i miei amici registi, attori, sceneggiatori, che hanno cercato di difendere il cinema, scendendo in piazza, protestando, ergendo barricate contro i bulldozer e contro la polizia. Anch’io ho protestato, twittato, e alla fine – quando la battaglia è stata persa e il cinema distrutto – ho deciso di salvarlo come potevo: l’ho messo nel mio libro. E’ meraviglioso il potere delle parole, dell’arte: ci permette di salvare quello che amiamo dall’oblìo". Perché tanta passione? In fondo era solo un vecchio cinema. "E’ stato uno dei primi dove sono andato, da bambino. Dove ho scoperto la magia di quello che sarebbe poi diventato il mio mondo. All’epoca, negli anni Cinquanta, in Turchia i bambini sotto i sette anni non potevano entrare nei cinematografi. E io invidiavo i miei fratelli, che avevano il permesso di andarci. Insistevo con mia nonna, che ogni settimana diceva: "Cosa fanno al Citè? Cosa fanno da Emek? Se fanno un film con la leonessa, andiamo". La leonessa era il leone ruggente della Metro Goldwyn Mayer… Finché la nonna, contravvenendo alle regole, un giorno mi portò. E per la prima volta sono entrato in un cinema. Sono caduto nell’incantesimo che è diventata la mia vita". E magari si ricorda ancora il primo film che ha visto… "Certo: Cleopatra, il mitico Cleopatra con Richard Burton e Liz Taylor. La ricordo tutta vestita d’oro quando arriva a Roma, con il corteo trionfale, i diademi egiziani in testa, da regina. E Roma. C’era già Roma nel mio destino".
Lei parla molto, nel libro, di destino, di coincidenze, di amori finiti e irrisolti, di rimpianti e fantasmi... "Non solo nel mio libro. Questa è la stoffa di cui sono fatti anche i miei film.
da D di Repubblica
Ferzan Ozpetek i trailer, continua…
Sei mani intrecciate, con al polso un braccialetto rosso: è il simbolo di questa storia, delicata e forte nello stesso tempo. Sei ragazzi che si incontrano in ospedale e stringono un patto amicizia per affrontare le difficoltà della vita e crescere insieme. Risate, commozione e riflessione nella fiction, adattamento italiano della spagnola ‘Pulseras Rojas’, tratta dal romanzo ‘Il Mondo Giallo’ di Albert Espinosa. -
Troppo poco tempo per poter stare con loro, ma sufficiente per capire che bravi ragazzi abbiamo incontrato in conferenza stampa.