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venerdì 25 marzo 2016

Una Città Per Cantare

 

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Ron insieme a:
Arisa, Biagio Antonacci, Bianca Atzei, #‎kekkosilvestre, Elio e le Storie Tese, Emma Marrone, Ffrancesco De Gregori, Francesco Renga, Gigi D'Alessio, Giuliano Sangiorgi, Giusy Ferreri, Lorenzo Jovanotti Cherubini, La Scelta, Loredana Bertè, Lorenzo Fragola, Luca Barbarossa, Lucio Dalla, Malika Ayane, Marco Mengoni, Mario Biondi, Max Pezzali, Nek Official, Neri Marcorè, Niccolò Fabi, Pino Daniele, Syria.

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«Cantare insieme a tutti questi miei colleghi "Una città per cantare" mi ha fatto capire quanto si potrebbe fare credendo tutti insieme in qualcosa, nello stesso istante – dichiara Ron – Mi piacerebbe che le radio, con la loro grande forza, provassero a trasmettere all’unisono questo sentimento proprio nello stesso istante, trasmettendo il brano proprio allo scoccare della mezzanotte del 3 marzo. In questo modo, potremmo raggiungere tanta gente e vincere persino l'indifferenza, toccando con la nostra voce anche le case con un malato di Sla».

giovedì 3 dicembre 2015

Natale alla Casa Bianca

 

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Come ogni anno Michelle Obama, moglie del presidente statunitense Barack Obama, ha invitato alla Casa Bianca i figli di alcune famiglie di soldati americani per presentare gli addobbi che la decoreranno per le feste di Natale e Capodanno. A Timeless Tradition è il tema delle decorazioni di quest’anno, che sono particolarmente scintillanti e sfarzose. In tutto ci sono 62 alberi di Natale (il record precedente era dei Clinton, con 36), una riproduzione della Casa Bianca in panpepato e cioccolato del peso di 200 chili, statue giganti di Schiaccianoci e orsetti, 56 finti pupazzi di neve nel Giardino della First Lady – ognuno ispirato a uno stato americano – e un totale di 70 mila gingilli.

da The Post

2015 White House Christmas Decorations

L’albero di Natale ufficiale, che si trova nella Stanza Blu della Casa Bianca, è un abete di oltre cinque metri, con decorazioni bianche, rosse e blu e avvolto da un nastro ricoperto di messaggi di ringraziamento ai soldati e alle loro famiglie.

2015 White House Christmas Decorations

Tre stanze in particolare sono state decorate da stilisti scelti da Michelle Obama. Nella stanza Vermiglia, lo stilista nigeriano Duro Olowu ha preparato un albero fatto di conchiglie e orsacchiotti in patchwork vintage.

2015 White House Christmas Decorations

lunedì 29 giugno 2015

La Ballata dei Gigli

 

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A Nola per assistere alla tradizionale ballata dei gigli e della barca che si  è tenuta  il 28 giugno.

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La festa ha origini antichissime quando un 26 giugno della prima metà del V secolo San Paolino, inventore delle campane, ebbe il merito di salvare un nolano ridotto in schiavitù da alcuni barbari che in quel periodo depredavano e devastano le campagne campane. Il Vescovo si recò fino in Africa per cercare di salvare l’uomo e per sostituirsi a lui, ma i vandali, una volta scoperta la vera identità del prelato, decisero di riaccompagnare a Nola entrambi gli uomini.

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La leggenda narra che nel 431 la città abbia accolto il Vescovo al suo rientro con dei gigli e da quel momento ogni anno si ricorda quell’avvenimento con la ballata dei Gigli.

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Oggi le torri in legno, svettano fino a 30 metri, sono rivestite di cartapesta “d’autore” – che riproduce temi storici, religiosi o anche di attualità e portano l’appellativo dei mestieri: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca (sulla quale “salgono” San Paolino e “o’ Turco” che accompagnò il Santo in patria), Beccaio, Calzolaio, Fabbro, Sarto. Il “ballo” dei gigli si celebra il 22 giugno, se domenica, o la domenica successiva. Ma il punto di forza della Festa dei Gigli, è la “paranza”.   Baldi giovani pronti a farsi venire la gobba pur di avere l’onore di portare a spalla, in giro per la città, le pesantissime torri (30 quintali circa).

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Il compito di “dirigere l’orchestra” è affidato al “capoparanza”, nominato dal “Maestro di Festa”, ovvero il rappresentante di ciascuna delle otto corporazioni. Dopo diversi giorni dedicate alle prove, arriva il sabato in cui, dopo la celebrazione della messa, i mastodontici gigli vengono portati in giro per le viuzze della città, con un percorso sempre uguale ormai da secoli. La perizia della paranza viene messa alla prova con giri di 180 o 360 gradi e sobbalzi al grido “cuoncio cuoncio e jetta” del capoparanza, che lascia cadere a terra il giglio cercando di far vibrare il meno possibile la punta dello stesso.

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Per l’occasione i muri delle vie della città vengono dipinti di bianco, in modo da segnalare con grande evidenza, gli urti delle torri, che penalizzano la squadra che li provoca. Ai giudici, disseminati lungo tutto il percorso di gara, spetta il compito di valutare e votare la migliore paranza, ovvero quella che fa danzare meglio il giglio. Al passaggio dell’ultimo, che porta il nome del Sarto, si arriva sempre alle otto del mattino del giorno dopo quando la festa prosegue prima con “’a strusciata”, ovvero uomini e donne non di paranza strisciano i gigli lasciati da via Vitale fino a piazza del Duomo, e poi con“’o colpo ‘e core”, ovvero quando i gigli vengono spogliati dei rivestimenti e smontati dopo alcuni giorni di sosta in piazza.

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La Rete delle grandi macchine a spalla italiane è un'associazione, nata nel 2006, che include quattro feste religiose cattoliche italiane (la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola la Varia di Palmi e la Faradda di li candareri di Sassari). Dal 2013 la rete è inserita nel patrimonio culturale immateriale dell'umanità dall'UNESCO.

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grazie a Carmen (la Zia Grifona) per il materiale fotografico

a seguire altri scatti

venerdì 3 aprile 2015

Ironia o blasfemia ?

 

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Come sarebbe andata l’ultima cena di Gesù coi suoi discepoli se fossero esistiti smarphone, tablet e pc, ovviamente collegati a internet? Se lo è chiesto il gruppo di videomaker napoletano Casa Surace, che venerdì ha lanciato sulla Rete una clip in cui viene ricreata questa situazione surreale.

«Viviamo tutti nella stessa casa in pieno centro a Napoli. Un appartamento appartenuto alla famiglia Surace, un nome che non è mai stato tolto dalla porta. Così il nostro covo è conosciuto come “Casa Surace”, da lì è nato il nome del progetto», raccontano.

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Un successo inaspettato, ma certificato dalle tantissime visualizzazioni ottenute da questa “Ultima cena 2.0”, in cui il discorso di Cristo agli apostoli viene continuamente interrotto dai vari segnali acustici che avvisano dell’arrivo di messaggi diretti ai commensali sui diversi social network. E poi c’è Giuda che invia l’ultimo bacio a Gesù con una emoticon.

www.facebook.com/casasurace

Tony Cotina su youtube

Tony Cotina su Google+

Qualcuno l’ha trovato blasfemo, qualcuno ha riso, noi lo troviamo tristemente geniale, rappresenta esattamente  (purtroppo) i rapporti di oggi ...privi di vera condivisione, intrappolati nel virtuale, anche se a due passi, tutti attaccati al cellulare e tablet (a volte anche noi).. Siamo ancora veramente capaci di ascoltare la Sua voce in mezzo a questa confusione? Ad apprezzare ancora e comprendere davvero e fino in fondo il Suo sacrificio d'Amore? Si può sorridere e meditare, almeno abbiamo sorriso ed anche meditato. Un sorriso Amaro ... ma dopo il primo sorriso leggero!  Emoticon smile…

                                                                                                                  emoticon smile

sabato 21 marzo 2015

Monache 2.0

 

papa e monache

Ci dispiace che la signora Littizzetto, che abbiamo apprezzato in altre occasioni, abbia pensato che le represse monache di clausura stessero aspettando il Papa per abbracciare un uomo… Probabilmente per fare questo avremmo scelto un altro luogo e ben altri uomini… se avessimo voluto. Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?

Le monache di clausura le hanno cantate a Luciana Littizzetto. E altro che suor Cristina: stavolta l’assolo è stato ben più acuto.

Lucianina aveva irriso la loro reazione affettuosa di fronte a Papa Francesco (letteralmente preso d’assalto, in barba a qualsiasi protocollo).

Una sequenza troppo divertente per sfuggire a Luciana Littizzetto, la quale su Rai3 ha commentato: “non si capisce perché erano tutte attorno al Papa, se perché non hanno mai visto un Papa o perché non hanno mai visto un uomo“. Una battuta ironica, ma decisamente poco fantasiosa

Nei gruppi di visitatori lo stupore è ogni volta grande quando si lasciano alle spalle la scalinata monumentale della chiesa di Santa Maria in Gerusalemme. In strada, su via Pisanelli, alla fine dell'Anticaglia, lì sul decumano superiore, avvertono ancora la potenza dell'essenzialità. Un respiro della Storia persistente, secolare, che oltrepassa la visione dell'atrio affrescato di epoca rinascimentale o della maestosa essenzialità della chiesa in stile cappuccino dominata dal legno. A pochi metri dallo sciamare turistico continua con ritmi antichi la quotidianità umile, la vita dedicata alla preghiera delle tredici monache di clausura del Monastero delle Trentatré. E capita molto spesso che qualcuno di quel gruppo ritorni, da solo, durante la settimana, per avvicinarsi alla ruota degli esposti, aprendo il proprio animo.

da Storia di Madre Rosa, la clausura su Facebook  (la Repubblica)

 

Monastero Clarisse Cappuccine Napoli su Facebook

www.cappuccineit/33.

Il Chiostro delle Trentatré è un chiostro monumentale di Napoli ed è ubicato tra via Anticaglia e via Pisanelli.  Fu fondato nel XVI secolo da Maria Longo, del terz'ordine dei francescani, alla quale si deve inoltre la costruzione dell'Ospedale degli Incurabili. Il chiostro venne edificato sul suolo della chiesa del Presepe annessa al preesistente monastero di Santa Maria di Gerusalemme, che fu abbattuta per lasciar posto all'attuale edificio.  Di pianta rettangolare, il chiostro, venne restaurato nel XVIII secolo con l'uso di modesti stucchi, tutt'oggi conservati.  È abitato da monache di clausura, quindi non è visitabile.

Napoli e la fede vanno d’amore e d’accordo fin dai tempi in cui il Cristianesimo muoveva i primi passi. Lo dimostra l’amore e la devozione che i partenopei nutrono da sempre per il loro patrono Gennaro.  Di conventi e monasteri è stracolma Napoli, residenza storica di monaci e cardinali, frati, preti e suore. Fu nella città di Partenope che nel 1294 Celestino V trasferì la sede papale, al seguito di re Carlo d’Angiò.

da  Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden

lunedì 29 dicembre 2014

The song

 

the song

…you have the power to create thoughtful, emotional gifts and memories that transcend time. It could be a movie, a homemade card or a song that brings two generations closer together.

sabato 27 dicembre 2014

Magical Holiday

 

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Mentre molti dei suoi fan erano intenti a scartare i regali sotto l’albero, Lady Gaga era al lavoro con Tony Bennett: la mattina di Natale la coppia di Cheek To Cheek è apparsa in Good Morning America per una performance in pieno stile natalizio.

Lady Gaga e Tony Bennett sono apparsi nello show mattutino per augurare buon Natale ai telespettatori eseguendo un duetto sulle note del loro ultimo singolo Winter Wonderland: la versione congiunta del brano è contenuta nel loro album di duetti jazz Cheek to Cheek, che ha raggiunto la posizione numero 1 della Billboard 200 dopo il rilascio lo scorso settembre.

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H&M is proud to present a magical holiday with Lady Gaga and Tony Bennett. This Holiday season, H&M is celebrating with a spectacular campaign and festive collection starring Tony Bennett and Lady Gaga, performing “It Don’t Mean A Thing (If It Ain’t Got That Swing)” from their #1 album Cheek To Cheek.

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La canzone. Gaga e Bennett hanno eseguito il brano, scritto nel 1934 da Felix Bernard e Richard Smith, quando hanno acceso le luci di Natale al Rockefeller Center di New York la scorsa settimana. E la cantante di “Artpop” sembra essersi immersa anima e corpo nello spirito del Natale visto che nei giorni scorsi ha postato delle foto su Twitter mentre era intenta nella decorazione dell'album.

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On Set with Tony Bennett and Lady Gaga

GaGaVideoCollection