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venerdì 17 febbraio 2017

Sgarbi e I Piccoli Grifoni

 

Sgarbi ed i Piccoli Grifoni

La passione è uno strumento di difesa della ragione. Perché non basta avere ragione: bisogna anche, appassionatamente, difenderla.

Sgarbi: Pasolini, gli imitatori allibiti, il finto Salvator Mundi, La parola da lui coniata”depensante” e non poteva mancare l’appellativo “Capra” al nostro Grifone più Rock ì. Altro che “DISCÀRO” .

Un graditissimo e speciale incontro…

martedì 6 dicembre 2016

Una parola per Alberto

 

Grazie Nicola

Emozione a mille. Cuore in fibrillazione. Cervello in tilt. Il minuto trascorso in sua compagnia è valso tutta l'Odissea pomeridiana. Per pochi secondi il caos intorno a noi è diventato silenzio, eravamo solo io e lui a parlare di arte, a discutere della reale identità di Monna Lisa (o Monna Pacifica?!). Alla fine non ho potuto non chiedergli un bacio, quando mi ricapita! Ieri ho avuto la prova che Alberto Angela non è solo un uomo di grande cultura e con la voce suadente, m...a possiede anche un cuore immenso, una pazienza sconfinata ed un sorriso sincero ed irresistibile. Non tutti al posto suo avrebbero protratto il firma copie oltre l'orario di chiusura della libreria.
Dovete assolutamente leggere il suo libro sulla Gioconda (o Monna Pacifica), in tanti lo hanno acquistato ieri solo per incontrarlo, io lo avevo già divorato in meno di 48h.
PS: chissà che un giorno il mio percorso lavorativo non si incroci con il suo, la me bambina che lo seguiva già a soli 6 anni ne sarebbe felicissima.

lunedì 11 luglio 2016

La Musica

 

"Io capisco solo la musica. E sai perché la capisco? Perché la musica non ha bisogno delle parole, né dell'esperienza. La musica c'è..."

Fred Ballinger (Michael Caine)

Youth - La giovinezza.    Un film di Paolo Sorrentino.

mercoledì 29 giugno 2016

Splendida, sublime Eleonora di Toledo

 

Portrait of Eleanor of Toledo with her Son Giovanni (1545-1546)

Splendida, anzi sublime, ma fredda come il marmo e sinceramente detestata dai suoi sudditi che la considerano superba e distante. Religiosissima e sprofondata in preghiere dalla mattina alla sera, ma con il vizio del gioco d’azzardo e delle scommesse. Sposa felice, nonostante un matrimonio ovviamente combinato, però madre sventurata perché un destino tragico colpisce quasi tutti gli undici figli che mette al mondo. Eleonora di Toledo (1522-1562), la bellissima moglie spagnola del duca Cosimo I di Toscana, potrebbe essere una delle tante consorti regali della sua epoca se non fosse che, guarda caso, a Firenze vive e lavora il Bronzino, ritrattista fra i più grandi e sensibili del Rinascimento. E lui, in un celebre quadro oggi ovviamente agli Uffici, della duchessa ci mostra non solo l’innegabile fascino fisico, fatto di occhi azzurri in un viso dall’ovale perfetto, capelli biondi, personale slanciato, pelle bianchissima, grazia ed eleganza suprema, ma anche l’anima più profonda ed il carattere. Perché basta uno sguardo per capire che questa Eleonora Alvarez de Toledo, dall’alto di una notevole ed innegabile alterigia e di un supremo distacco, è pienamente consapevole della sua origine quasi regale (è la figlia del ricchissimo ed influente viceré spagnolo di Napoli) e che il suo matrimonio fiorentino, tutto sommato, non è stato un affarone.

domenica 1 maggio 2016

Il Lavoro: la festa del 1° maggio

 

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In Italia la festa dei lavoratori si tiene il primo maggio dal 1891. La festa fu soppressa dal fascismo e fu ripristinata nel 1945. Il primo maggio del 1947 duemila persone – soprattutto contadini – manifestarono contro il latifondismo a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo. Un attacco armato, deciso dalla mafia con la complicità di chi era interessato a reprimere i tentativi di rivolta dei contadini, portò alla morte di 11 persone e al ferimento di altre 27. Il bandito Salvatore Giuliano fu identificato come il capo degli autori della strage, ma nel tempo si succederanno diverse ipotesi su chi potesse averlo sostenuto e aiutato. Le persone uccise a Portella della Ginestra si chiamavano Margherita Clesceri, Giorgio Cusenza, Giovanni Megna, Francesco Vicari, Vito Allotta, Serafino Lascari, Filippo Di Salvo, Giuseppe Di Maggio, Castrense Intravaia, Giovanni Grifò, Vincenza La Fata. Tre di loro avevano meno di 13 anni.

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Il dipinto è noto come “Il Quarto Stato” , autore Giuseppe Pellizza da Volpedo.  Pellizza iniziò a lavorare ad un bozzetto degli Ambasciatori della fame nel 1891, dopo aver assistito ad una manifestazione di protesta di un gruppo di operai. L'artista rimase molto impressionato dalla scena, tanto che annotò nel suo diario:

« La questione sociale s'impone; molti si son dedicati ad essa e studiano alacremente per risolverla. Anche l’arte non dev'essere estranea a questo movimento verso una meta che è ancora un’incognita ma che pure si intuisce dover essere migliore a petto delle condizioni presenti »

vedi su Wikipedia

domenica 6 dicembre 2015

Io l’ho conosciuta la Callas

 

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Quello che io e Paola Cortellesi abbiamo voluto fare con questo spettacolo è ridare credibilità a Maria Callas, una donna che è stata colpita e giudicata per la sua vita privata ricca di passioni e vicende impossibili.

Per troppo tempo la critica è entrata a piedi giunti nelle sue vicende, nei suoi affetti personali; quindi io e Paola abbiamo cercato di metterci in pari con la cronaca, raccontando quel che è successo in quegli anni travagliati e interpretando proprio Maria Callas e Giovanni Battista Meneghini: i principali protagonisti, insieme ad Onassis, di questa favola al limite del grottesco e dell’assurdo.

Qui un brano del nostro copione.

Il resto lo potrete vedere qui  Callas su Rai 1

Dario Fo: Io l’ho conosciuta la Callas.
Io me la ricordo Maria, avevo vent’anni quando l’ho vista per la prima volta, ero alla Scala qui a Milano, mi trovavo, insieme ad altri compagni dell’Accademia di Brera in palcoscenico, arrampicato su un’impalcatura: stavamo rinfrescando le scenografie e in quel momento ecco che sotto di noi passa una ragazza che tranquillamente attraversa tutto il palco come se stesse passeggiando in piazza.
E io, di lassù, subito mi sono messo a gridare: “Ma sei pazza? Che fai, incosciente?! Passi qua sotto? Qui stanno spostando dei tiri con appese tonnellate di materiale, se si stacca una di quelle sagome ti schiaccia. Ma dove vuoi andare?!”

Paola Cortellesi: “Mah… io andavo in proscenio perché ho una prova con il Maestro d’orchestra”.

Dario Fo: “Corri via di lì!” In quel momento ecco che arriva il direttore di scena e le offre il braccio e le dice: “Venga via signora Callas!” e la porta in proscenio.
Dopo un po’ la sentiamo cantare. Era stupenda. Noi ragazzi di lassù scendiamo dall’impiantito e quatti quatti ci mettiamo in quinta ad ascoltarla, era qualcosa di incantevole… una voce incredibile, al punto che non era ancora finito il pezzo che noi siamo esplosi in un applauso scrosciante.
Il direttore fuori di sé: “Ma come vi permettete?! Interrompere una prova! Chi siete voi? Fuori di qua!”.

E ci ha cacciati via come fossimo dei guardoni assatanati.

“Dario Fo”

Callas su wikipedia

venerdì 4 dicembre 2015

Peppeniello

 

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È morto Luca De Filippo, il “carissimo amico” di Eduardo.

Prendersi la confidenza, a Napoli, significa diventare invadenti, quasi maleducati; dire e fare cose che non abbiamo il diritto né di dire, né di fare. Chiamare qualcuno per nome, per esempio, è “prendersi la confidenza”. Ma quando quel qualcuno è un qualcuno conosciuto, famoso per qualcosa, chiamarlo per nome è un dovere: perché riconosce il suo stato, quello che ha fatto, chi è diventato. E quindi è un dovere per i napoletani chiamare Luca De Filippo solo Luca. Così come è un dovere chiamare Eduardo De Filippo Eduardo, Massimo Troisi solo Massimo, Antonio De Curtis solo Totò. E basta questo per capire chi fosse, veramente, Luca De Filippo. Per dire cosa rappresentasse.

Era nato a Roma. Ma era pure napoletano, nato e cresciuto sui palchi, dietro le quinte, vicino al padre mentre scriveva, recitava, andava in tournée per teatri. Ricordarlo oggi solo come “il figlio del grande Eduardo” è una carognata. Un’ingiustizia. Mancanza non solo di tatto ma pure di conoscenza. Perché per Luca la memoria di suo padre non è mai stato qualcosa con cui fare i conti e confrontarsi; era, invece, un punto da cui partire.

Ha portato in giro per teatri le commedie di Eduardo e di Scarpetta, ha interpretato tanti grandi autori, ed è stato sempre sé stesso; ha lasciato che anche altri potessero rappresentare le opere di suo padre, senza intervenire, senza mai dire la sua. Era un capocomico, un attore dialettale. Con gli anni, si era appesantito, era cambiato; il fisico asciutto di quando interpretava Tommasino accanto ad Eduardo era scomparso, leggermente piegato alle spalle dall’età. Il viso si era incavato. Erano usciti fuori gli zigomi, e la fronte, nella stempiatura dei capelli, si era fatta alta. Quando parlava, parlava con la voce di Eduardo.

L’ultima volta che l’ho visto, durante la prima de La Grande Magia al teatro San Ferdinando di Napoli, sono rimasto sinceramente stupito: perché quello che vedevo sul palco, che si muoveva, che sgranava gli occhi, che apriva la bocca e muoveva le mani, era Luca ed era anche, allo stesso tempo, Eduardo. La dignità dell’attore, del regista e del drammaturgo. Gli occhi che si chiudono, le pause che vengono recitate; il pubblico che sta lì, il fiato sospeso, rapito.

Luca esordì giovanissimo, a sette anni, nel ruolo di Peppeniello in Miseria e Nobilità. Quando venerdì s’è diffusa la notizia della sua morte, sono andato subito a recuperare il video, un bianco e nero tremolante e una pessima messa a fuoco in cui si riconosce Eduardo solo per la voce – ripete a intervalli quasi regolari “è vero” – e per certi movimenti che fa con la testa, le mani e le spalle.

«Luca stasera farà Peppeniello in Miseria e Nobiltà», dice De Filippo; accanto a lui c’è un bambino di sette anni che ha perso tutti i denti. «Avrà pure lui la stessa pedana di lancio», perché era una tradizione iniziare così, con Miseria e Nobilità e il ruolo che Scarpetta scrisse per uno dei suoi figli, Vincenzo. «È preparato ma non è un ragazzo prodigio. È un ragazzo come tutti quanti gli altri. Però ha vissuto con il suo papà, dietro le quinte, ha vissuto accanto a me quando scrivo le commedie, lui mi fa compagnia. Ed è stato veramente un dono che io ho avuto dal Signore. Perché veramente è un mio carissimo amico, questo qua». Un buffetto sulla testa e la platea dell’Odeon di Milano, anno 1955, applaude.

Si ripetono le opere, gli impegni; si ripetono chi era, con chi era sposato, figlio di quale scuola fosse. E quello che dovrebbe essere un momento per omaggiare, diventa un momento come un altro: grigio, didascalico, opaco. Luca era uno dei grandi del teatro non solo napoletano, ma italiano. Era un gigante, come suo padre. Dava voce a quella tradizione che ci è tanto cara, a quelle opere che ci hanno tenuto e ci tengono compagnia, riproposte a intervalli regolari in televisione. Era uno che, per Napoli, si spendeva e si impegnava. Faceva di tutto per aiutarla. Ed è così che Luca andrebbe ricordato: per chi era, per quello che faceva; non per chi di era il figlio.

  • Gianmaria Tammaro   30 novembre 2015
  • Napoletano convinto dal '91. Scrive di cinema, serie tv e fumetti. Gli piace Bill Murray. Il suo film preferito è Ricomincio da tre.

da IL POST

mercoledì 2 dicembre 2015

Il Bacio

 

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…il ragazzo coperto dal mantello, col berretto calato sugli occhi, il viso in ombra e un pugnale nella cintura, suggerice l'idea di un cospiratore o un rivoluzionario. Il piede sullo scalino, come se dovesse scappare e l'ombra dell'uomo misterioso tagliato fuori dall'immagine (come se ci fosse qualcuno ad aspettarlo: un complice?) fanno pensare a un delitto o un'azione violenta, o a una fuga, insomma al dettaglio di una storia che sembra un soggetto per il teatro (o, se fosse contemporaneo, per un film storico). Per contrasto al dinamismo della figura maschile, la ragazza è completamente abbandonata, il corpo arcuato all'indietro e la mano che sembra più aggrapparsi che abbracciare.
Raffinatissimo e di grande effetto il contrasto tra il rosso e l'azzurro, dei riflessi luminosi della seta dell'abito della fanciulla e dell'opacità e consistenza del mantello del ragazzo.

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Il bacio è un olio su tela di 112 × 88 cm, realizzato nel 1859 dal pittore italiano Francesco Hayez su commissione di Alfonso Maria Visconti di Saliceto, che alla propria morte lo regalò alla Pinacoteca dell'Accademia di Brera, dove è conservato ed esposto.  Oltre a questo dipinto, l'artista realizzò nel tempo tre repliche con lo stesso soggetto, con piccole modifiche fra l'una e l'altra, delle quali due versioni sono in collezioni private ed un'altra, in cui il vestito della donna è bianco, fu realizzata nel 1861 per la famiglia Mylius ed è stata venduta all'asta il 12 novembre 2008 da Sotheby's a Londra per 416 000 sterline

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Federico Seneca, direttore artistico della Perugina negli anni ’20, rielaborando l'immagine del quadro di Francesco Hayez Il bacio, creò l'immagine dei due innamorati della tipica scatola blu dei Baci Perugina.

http://www.gallerieditalia.com/hayez/

lunedì 16 novembre 2015

Che Sorpresa !!

 

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Brachetti che sorpresa!” è un varietà poetico, surrealista. Mi ritrovo catapultato in uno strano limbo in cui cercherò di ritrovare la mia valigia rossa, prigioniero quasi di un gigantesco videogame con un bel po’ di personaggi a mio fianco. In scena non sono solo, con me ci sono artisti straordinari: Luca Bono, un giovane campione europeo di magia, straordinario manipolatore di carte che sta avendo tanti apprezzamenti all’estero; Francesco Scimemi, un comico strampalato molto terreno, a tratti animalesco; Luca&Tino, una coppia di comici vicini al no sense francese, surrealista, che ha punti di contatto anche con la Commedia dell’Arte; Kevin Michael Moore, una sorta di mio alter ego. Lo spettacolo è molto dinamico, rutilante, dura un’ora e mezza e non ci sono pause, con una sorpresa almeno ogni trenta secondi. Ci sono diversi livelli di lettura: uno di stupore pure e semplice, un altro prettamente culturale con citazioni pop da Magritte a “Star Wars”, un terzo emotivo sulla visualizzazione del mio e nostro inconscio.    A. B.

http://www.brachetti.com/

I bambini oramai sono bombardati di attività, di input, di immagini. Non hanno mai un attimo di tranquillità. Se ci penso i personaggi dei cartoni animati della mia età duravano vent’anni, ora è impensabile una cosa del genere. Ci si dimentica di tutto, ogni cosa passa di moda. Tutto è fruibile in superficie, non si approfondisce mai, ma in compenso si può avere una visione globale molto sfaccettata. Per questo, in “Brachetti che sorpresa!”, sono più che contento della collaborazione di Leo Ortolani, fumettista autore di “Rat-Man”. Lui riesce a guardare nel racconto, ma anche fuori dal racconto.

www.facebook.com/arturobrachettiofficial/

mercoledì 11 novembre 2015

Caravaggio a Kiev

 

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Nell'immagine: una rivisitazione di Davide con la testa di Golia (Caravaggio).|

Attirare l'attenzione su una città (Kiev) e un paese (l'Ucraina) che stanno vivendo un periodo difficile. Ma anche su se stesso e la propria visione dell'arte. Alexey Kondakov, 31enne designer ucraino di Donec'k è l'autore del progetto 2 Reality che grazie al megafono del web si sta facendo conoscere in tutto il pianeta. L'idea di inserire personaggi di opere famose nei luoghi più 'normali' e anonimi di Kiev gli è venuta mentre guardava un quadro che rappresentava degli amici che bevono vino e festeggiano; ha così cominciato a creare questi contrasti artistici usando immagini di Caravaggio, Hayez, Bourguerau, Regnier e altri, offrendo una visione diversa della città. Prendere icone antiche e collocarle in contesti moderni non è niente di nuovo, ma la viralità di 2 Reality è dirompente, grazie anche al gusto con cui Alexey inserisce le figure negli ambienti e a un uso sapiente del fotoritocco.

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https://www.facebook.com/alexey.kondakov.48

Colossal

giovedì 10 settembre 2015

Kubrick

 

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Nato a New York City il 26 luglio 1928, Stanley Kubrick iniziò la sua carriera come fotografo per la rivista statunitense "Look", prima di avvicinarsi al mondo del cinema all'inizio degli anni Cinquanta. Fu il regista di una serie di film di successo, tra i quali "Spartacus" (1960), "Lolita" (1962), "Dr. Strangelove" (Il dottor Stranamore, 1964), "A Clockwork Orange" (Arancia meccanica, 1971), "Shining"(1980), e "Full Metal Jacket" (1987).

“Un sogno non è mai soltanto un sogno.”

lunedì 7 settembre 2015

Il diavolo è nei dettagli

 

fontana dell'abbondanza

Ma anche tutto il pressapochismo, la superficialità e il cattivo gusto italici spesso si comprimono in aspetti minimali, forse trascurabili, eppure osceni. Quel mix micidiale per il quale, in fondo, ci meritiamo i luoghi comuni che ci vengono attribuiti. Altro non viene da dire infatti guardando la fontana dell’Abbondanza sul decumano inferiore di Pompei, sfigurata pochi giorni fa con un rubinetto da due euro comprato al ferramenta. E per fortuna presto sistemata.

La storia  è partita da Facebook. In particolare dalla pagina Anima vesuviana gestita da un’utente, Laura Noviello. Su quella e altre bacheche è stato inizialmente pubblicato lo scatto dell’antico mascherone romano deturpato ad arte con un banale rubinetto in ferro e plastica nera degno di un giardinetto privato. “Ecco come Pompei muore ogni giorno – ha scritto l’amministratrice sulla pagina l’8 settembre, rilanciando l’immagine fotografata il 6 del mese

 la si cura distruggendola, ed è tutto tacitamente lecito”.

tratto da WIRED

sabato 22 agosto 2015

Dismaland

 

Dal 22 agosto è aperto al pubblico Dismaland, il “parco dei divertimenti” creato dall’artista Banksy su una spiaggia abbandonata e solitamente deserta di Weston-super-Mare, una località balneare nel Somerset, in Gran Bretagna.Il nome Dismaland è un evidente riferimento al parco divertimento Disneyland: ma “dismal” in inglese vuol dire tetro, fosco.

Sarà aperto dal 22 agosto al 27 settembre, l’ingresso costerà tre sterline e sarà gratuito per chi ha meno di 5 anni. Il parco ospiterà anche opere di Damien Hirst, Jenny Holzer e Jimmy Cauty: la lista completa è qui.

martedì 18 agosto 2015

Dancing with Costica

 

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L’artista australiana Jane Long ha trasformato vecchie e sbiadite fotografie in bianco e nero in scatti fantasiosi e coloratissimi. I soggetti delle fotografie, in pose tristi e banali, sono stati catapultati da Jane in contesti completamente diversi.

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Il suo progetto si chiama “Dancing with Costica e raccoglie vecchie istantanee scattate dal rumeno Costica Acsinte, un fotografo di guerra che ha documentato il primo conflitto mondiale.

domenica 16 agosto 2015

L’uomo che fa i trailer

 

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Mark Woollen & Associates has created some of the most memorable and effective motion picture advertising of the last twenty years. From award-winning campaigns for "Schindler's List," to "The Social Network" our approach has always been to find the most innovative and intelligent ways to market exceptional

Mark Woellen non è famoso ma ha creato i migliori trailer cinematografici degli ultimi anni…

da  IL POST

lunedì 3 agosto 2015

La nuova Monna Lisa

 

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Nel dipinto su pergamena databile 1495 Bella principessa, attribuito a Leonardo da Vinci, alcuni studiosi farebbero risalire alla Sforza il soggetto di Leonardo e dalla particolare acconciatura elaborata una giovane donna che apparteneva alla corte milanese dell'ultimo decennio del Quattrocento.

Un dipinto ritrovato, asportato misteriosamente da un volume del '400 conosciuto come La Sforziade, che ha viaggiato nei secoli dalla corte milanese degli Sforza sino a Varsavia. Un’opera chiamata dallo storico dell’arte Martin Kemp “La Bella Principessa”, ammantata di incanto sublime e magia; il probabile ritratto di Bianca Sforza, figlia di Ludovico Il Moro, definito da Vittorio Sgarbi come “schiettamente leonardesco e profondamente autentico”.

Quando è stata presentata al mondo dell’arte, il 30 gennaio 1998, Bianca Sforza non ha attirato molti sguardi. Agli occhi del pubblico dell’asta organizzata da Christie’s a New York il suo era solo un bel volto incorniciato. Nessuno sapeva come si chiamasse, né chi fosse l’autore del suo ritratto. …  continua

sgarbi

giovedì 16 luglio 2015

Gli angeli di Anne

 

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Ha messo i bambini nei posti più impensabili, nascosti dentro gusci d’uovo, addormentati tra i petali di un fiore o appallottolati nel palmo di una mano. I suoi calendari ogni anno vanno a ruba e le sue foto hanno riempito le copertine di quaderni e diari, popolarissimi nelle scuole e non solo. Ha creato una linea d’abbigliamento per neonati e ha persino fondato una ONG per la difesa dei bambini dalla violenza.

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Se a qualcuno sfuggisse il suo nome, capirà al volo di chi stiamo parlando vedendo una qualsiasi delle sue fotografie. Anne Geddes, la fotografa australiana dei bambini, ha venduto dal 1995 a oggi 18 milioni di libri, tradotti in 24 lingue.

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Protecting our tomorrows: Portraits of Meningococcal Disease” è il contributo della famosa fotografa Anne Geddes a una campagna mondiale per la vaccinazione e il suo omaggio a chi è sopravvissuto all'infezione.  “Con queste immagini spero di contribuire a mostrare in modo coinvolgente il profondo effetto che la malattia meningococcica può esercitare su intere famiglie”, ha detto la fotografa.

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www.annegeddes.com

https://instagram.com/annegeddesofficial/

http://protectingourtomorrows.tumblr.com/

lunedì 6 luglio 2015

Alice ed il 4 luglio

 

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In tutto il mondo il 4 luglio è l’Alice Day, il giorno in cui si celebra la protagonista di Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, uno dei più famosi libri fantasy della storia. Il libro fu scritto da Lewis Carroll e fu pubblicato nel 1865. Il libro e la sua protagonista vengono festeggiati il 4 luglio perché il 4 luglio del 1863 fu il giorno in cui Carroll ebbe l’idea per scrivere Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Accadde durante una gita in barca compiuta vicino a Oxford, in Gran Bretagna, con tre bambine: Lorina, Edith e Alice. Fu proprio quest’ultima, che allora aveva dieci anni, a ispirare all’autore la storia ambientata nel “paese delle meraviglie”, ricca di rompicapi linguistici e matematici, di strani personaggi e di bizzarrie memorabili.

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domenica 5 luglio 2015

Cogliamo l’attimo

 

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CARPE DIEM è l’urlo di migliaia di giovani che all’unisono con la direzione artistica di Giffoni Experience segnerà l’edizione numero 45

Carpe Diem è un invito, è un monito, è un concetto.

È l’invito a rendere straordinaria la propria vita. A non accontentarsi, senza rimandare “a poi” quello che si può fare subito, con coraggio e con passione. È un monito, come quello che sussurra il professor Keating (il compianto immenso Robin Williams) alle orecchie dei suoi allievi ne “L’attimo fuggente”: la vita scorre veloce e l’età acerba della giovinezza non ritornerà, per questo va fatta fruttare appieno per goderne l’irripetibile unicità

È un concetto antichissimo e sempre attuale. Carpe Diem è la bellissima locuzione che Orazio coniò per esprimere l’idea che “vivere il presente” è la strada maestra per affermare la propria libertà individuale nel gestire la propria esistenza.  Carpe diem per noi non ha lo stesso valore “distorto” che ebbe nel Rinascimento (invito al godimento effimero finché dura la giovinezza), ma quello più filosofico legato alla consapevolezza che all'Uomo il futuro è precluso, come conoscenza. Però in qualche modo è possibile determinarlo con le scelte “presenti”, con le azioni che adesso (nel qui e ora) metteremo in campo.

Noi esortiamo, attraverso questa linea tematica del 2015,a cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro!

COGLI L’ATTIMO QUI

 

Non domandare, Leuconoe - non è dato sapere - che

destino gli dei hanno assegnato a me e a te, né consulta

gli oroscopi. Com’è meglio tollerare ciò che sarà, sia che Giove

ci abbia dato ancora tanti inverni sia che questo, che sfianca

il mar Tirreno con rocce di pomice, sia l’ultimo: sii assennata,

purifica il vino e recidi la  duratura speranza, ché la vita è breve.

Mentre parliamo, se ne va il tempo geloso:

strappa l’attimo, e non fidarti per nulla del domani.

“Carpe diem” di Orazio

giovedì 25 giugno 2015

Acquarelli famosi

 

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Ryan McAmis è un illustratore e grafico di New York che ha realizzato una serie di ritratti ad acquerello di grandi personaggi del mondo della moda e della musica facilmente riconoscibili per il loro look eccentrico: ci sono Joey Ramone e Bach, e anche stilisti importanti e vere e proprie icone.

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Dolly

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I lavori di Ryan McAmis si possono vedere sul suo sito.