Questo è un luogo speciale, dedicato ai ragazzi, e non solo... Un luogo che si riempirà di suoni, colori, e tante storie: da leggere, da ascoltare, da cantare, da recitare e da disegnare insieme.
giovedì 10 luglio 2014
mercoledì 9 luglio 2014
Una Città stupida
A Napoli c'è una strada, Port'Alba, che collega piazza Bellini a piazza Dante. Si passa sotto un arco e ci si trova nel luogo cittadino delle librerie. In realtà dovrei utilizzare il passato: ci si trovava nel luogo delle librerie.
La libre...ria Guida, storica sede di tanti incontri culturali nella sua Saletta Rossa, ha chiuso da tempo. Poi ci sono gli altri librai, riferimento per tutta la città e per la provincia nel corso della campagna scolastica e celebri per le bancarelle, posizionate davanti ai loro negozi e piene di libri usati, fuori catalogo, miniere di carta trascurate.
Port'Alba e la bellezza di perdersi tra i libri. Trascorrevo lì interi pomeriggi e con 10mila lire tornavo a casa con una busta piena di libri. Oggi le bancarelle non ci sono più e la strada è vuota, a causa di una zelante applicazione della legge, che ha finito per costringere alla resa i librai indipendenti, già eroici nella loro resistenza alla crisi dell'editoria. Non era legale occupare quel suolo pubblico? L’imperativo era regolarizzare e agevolare un’usanza diventata caratteristica imprescindibile di quel luogo.
Si sono usati tanti aggettivi per Napoli, belli e brutti: un caleidoscopio inesauribile di qualità e difetti. Ne mancava uno, ma bisogna oggettivamente prendere atto del fatto che oggi Napoli con questa scelta diventa una città stupida. È stupida perché non è possibile che nessuno sia stato in grado di trovare una soluzione di compromesso con pragmatismo per evitare che un altro schiaffo, dopo la chiusura di tante librerie, fosse assestato sul volto già tumefatto della cultura cittadina.
Le cose semplici diventano impossibili e la città che fu terribile e meravigliosa si trova a essere stupida. E oggi ha perso il suo cuore di carta e inchiostro.
Chiude la libreria Guida di Napoli, e con essa sparisce non solo un pezzo di cultura, ma anche della vita sociale della città. A darne la conferma, con la voce piena d’amarezza e rabbia, è Mario Guida, uno dei due proprietari: Andremo via a novembre, al massimo a dicembre. Abbiamo tirato avanti finora facendo i salti mortali. Ma nessuno ci ha dato una mano. Fondata nel 1920 da Alfredo Guida, padre di Mario e Geppino, situata nel cuore del centro storico partenopeo, circondata dai palazzi prestigiosi dell’Università, del Conservatorio, dell’Accademia delle Belle Arti e dei licei, è diventata negli anni un vero e proprio punto di riferimento per la cultura meridionale, scolastica e non.
Rivenditore ufficiale del filosofo Benedetto Croce, la libreria diventa presto un circolo di intellettuali, tappa indispensabile dei viaggi napoletani di Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale, palcoscenico delle provocazioni del Gruppo 63 con i giovani Edoardo Sanguineti e Umberto Eco, teatro dei proclami beat di Allen Ginsberg e Fernanda Pivano.
Nel 1983, il Ministero dei Beni Culturali dichiara la Libreria Guida “Bene Culturale dello Stato” per l’attività libraria ed editoriale svolta. Cuore pulsante della libreria, la terza più grande d’Italia, rimane la “Saletta Rossa“: chiamata cosi per il colore delle sue sedie, ha visto scrittori, editori, giornalisti, politici, filosofi ed artisti confrontarsi con il pubblico partenopeo. Tutti venivano a Port’Alba almeno una volta l’anno: specialmente in autunno, nei giorni delle “campagne” dei libri scolastici.
Il circuito di Guida è composto da sei librerie dirette – due a Napoli, a Port’Alba e al Vomero, le altre a Salerno, Caserta, Benevento ed Avellino – da sei in franchising – a Napoli, Ischia, Nola, S. Angelo dei Lombardi, Ariano Irpino e Capua – e tre sigle editoriali, Alfredo Guida Editore, Guida Editori e Lettere Italiane. Di queste, ora, restano aperte le Guida di Salerno, Benevento e Caserta, che sono gestite da cooperative dei dipendenti. E resta anche Guida Editori, il marchio che è passato nelle mani di Diego Guida, nipote di Mario e Geppino, dopo la fine della sua esperienza come assessore comunale.
La fine di una dinastia, che ha fatto la storia dell’editoria e della cultura napoletana del Novecento, inizia con la chiusura della libreria gemella situata a via Merliani, al Vomero. La crisi economica ha colpito tutti, in particolare il settore editoriale, con la crescita e la diffusione sempre maggiore degli ebook. Nel 2007, tramite Letture Italiane s.r.l, i fratelli Guida ottengono dal Banco di Napoli un finanziamento per 4 milioni di euro, portando come garanzia il proprio patrimonio immobiliare, stimato in 8 milioni. Ma il crollo del mercato immobiliare crea ancora più problemi, come ha spiegato Geppino Guida: Il finanziamento serviva a tenere in vita la libreria del Vomero, che comunque abbiamo dovuto chiudere. Parallelamente è cambiata anche la valutazione del nostro patrimonio, scendendo a 3,5 milioni……
da CONTRORDINE Autore: Francesca Beato
martedì 8 luglio 2014
Edizione 44
Ha 44 anni ma si sente giovanissimo il Festival del cinema per ragazzi di Giffoni che scalda i motori per la 44ma edizione in programma dal 18 al 27 luglio. Come ogni anno ci sarà l'invasione da parte dei 3500 giurati "affamati" di cinema e che saranno saziati a un programma ricchissimo con 163 film in programma, oltre 60 ospiti, 4 Masterclass (Recitazione, Sceneggiatura, Stop-Motion, Giornalismo) e prestigiose anteprime tra cui due nuovi film Disney, "Planes 2" e "Trilli e la nave pirata", oltre allo scatenato "Step Up All In". Il tema scelto per questa edizione è "Be different", perché, spiega il direttore della rassegna Claudio Gubitosi, "la differenza è la cifra esatta della bellezza, è la sostanza del nostro essere e la forza della nostra evoluzione. E allora il nostro invito è Be different perché essere diverso è l'unica via per cambiare il mondo intorno a te, per creare, per inseguire il domani e farlo proprio".
da ANSA
L'attesa è cresciuta in queste settimane sui social network dove Giffoni è particolarmente forte visto anche il target giovanile a cui si rivolge: 73.600 fan su Facebook, 31.900 followers su twitter, oltre 29 milioni gli italiani che conoscono il festival di Giffoni come risulta da un'indagine di mercato. Questi i numeri snocciolati da Gubitosi che parla in piena trasparenza anche dell'aspetto economico della rassegna: "Il nostri bilancio annuale - spiega - si attesta sugli 8 milioni e mezzo di euro di cui circa 6 di provenienza pubblica, in maggiora parte della Regione Campania e dal Ministero per i Beni Culturali. Il resto sono risorse di sponsorizzazioni e cessione del nostro brand all'estero". Giffon ha infatti respiro sempre più internazionale come testimoniano le "Giffoni Experience" in Qatar e Albania. "A Doha in particolare - ha ricordato l'assessore regionale alla cultura Caterina Miraglia - il festival ha portato condivisione di sentimenti, valori e ideali a ragazzi provenienti da culture diversissime".
da ANSA
lunedì 7 luglio 2014
Niente è più importante dell’amore
Il maestro FERZAN ÖZPETEK sarà a Giffoni venerdì 25 luglio.
https://twitter.com/ferzanozpetek
https://www.facebook.com/ferzanozpetekofficial
Istanbul (Turchia) 3 febbraio 1959. Regista. «Per fortuna ho tendenza a sottovalutarmi. Bisogna sottovalutarsi quando si ha successo».
Quarto figlio di un ricco costruttore: «Stavo andando in America e invece ho scelto di venire in Italia nel 1976. Dieci giorni prima di andare in America ho cambiato idea, ho detto a mio padre che volevo studiare il cinema in Italia. I miei fratelli vivevano in America, avevano la nazionalità americana e mio padre avrebbe preferito che se proprio dovevo fare il cinema lo facessi in America. Quando dissi che volevo andare in Italia mi ha detto: vai in un Paese dove la lingua non serve a niente, non più che il turco, mi sembra una pazzia. Lo convinse mia madre e mio padre per tre o quattro anni mi ha finanziato. Le cose non sono andate come volevo, avevo solo 17 anni e dovevo aspettare i 19 per entrare al Centro sperimentale di cinema. Così mi sono iscritto a Lettere e facevo l’uditore all’accademia di Silvio D’Amico sennò intervistavo dei registi per una rivista di cinema: Bertolucci, Troisi, Verdone, i Taviani e altri. Ogni volta che finivo l’intervista chiedevo se mi prendevano come assistente volontario» (da un’intervista di Alain Elkann).
«Il segreto delle opere di Ozpetek consiste in una formula ormai collaudata, una ricetta vincente. Il gioco funziona così: prendere un personaggio pescato nella società degli emergenti, dei cosiddetti Vip, immergerlo in mondi diversi dai suoi e raccontare. Un viaggio dell’anima, ma anche una proposta di conversione che il regista offre al suo pubblico, un suggerimento di impegno che sottintende la necessità di guardare al di là del proprio vissuto. Nelle Fate ignoranti, una giovane vedova borghese scopriva un’allegra comunità omosessuale e ne veniva conquistata, nella Finestra di fronte una coppia giovane si imbatteva per caso nella Roma delle persecuzioni razziali e nei segreti che la città ancora nasconde, in Cuore sacro una manager viene scaraventata in una realtà sconosciuta da una ladra bambina e con lei inizia a frequentare l’universo dei volontari, la solidarietà, i nuovi poveri che affollano le mense, guidata da un sacerdote semplice» (Barbara Palombelli).
Sua mamma è innamorata del suo trainer di 28 anni: «Lui va quattro volte a settimana da lei, lei si fa truccare, mangiano insieme. Mamma mi chiede di spedirle tute da ginnastica colorate. L’ultima volta che sono andato a trovarla mi ha detto: “Che emozione!”. Credevo si riferisse a me, invece pensava a lui, che avrebbe incontrato il giorno dopo» (a Marina Cappa) [Vty 7/3/2012].
“ Ho passato con lui tutta la vita, stava con me anche quando non c'era... nella mia testa io dormivo con lui e con lui mi svegliavo la mattina. Tutti questi anni non ho mai cessato di amarlo, è stata una cosa bella ma insopportabile. Gli amori impossibili non finiscono mai, sono quelli che durano per sempre”.
domenica 6 luglio 2014
Matrimonio noioso ?
Chi ha detto che i matrimoni sono noiosi? Questo neo sposo ha ballato davanti alla moglie, insieme ai testimoni. Ma la loro non è stata una danza improvvisata: il gruppo si è esibito in una divertente coreografia, studiata a tavolino. Di sottofondo un medley di canzoni pop: dalle Destiny's Child ai Backstreet Boys. Fino ad arrivare ad una scatenata danza persiana. Per chiudere non poteva mancare la romantica "Marry You" di Bruno Mars. E il bacio della moglie.
sabato 5 luglio 2014
Boum Boum Boum
nei giorni scorsi, è stato ufficialmente pubblicato il nuovo singolo di Mika “Boum Boum Boum”, brano dal sound caraibico, nato per far ballare e con il testo in lingua francese. La cover grafica raffigura un ambiente naturale incontaminato: sullo sfondo un vulcano e in primo piano due personaggi tribali. …
L'artista di origine libanese svela il suo amore per il cinema e rende omaggio ad alcuni dei suoi personaggi preferiti, vestendo i panni di un cowboy alla Clint Eastwood in "Il buono, il brutto, il cattivo", di una spia alla Sean Connery in James Bond, di un principe arabo alla Omar Sharif in "Lawrence d'Arabia", di un soldato francese durante le guerre napoleoniche o di un duro alla Jean-Paul Belmondo con tanto di sigaro in bocca.
Di certo è un video ad alto budget, che per quanto riguarda la parte western è stato girato sul vero set del film di Sergio Leone, nel sud della Spagna, come ha rivelato Mika su Twitter:
MIKA official ✔ @mikasounds Segui
Filming on the original set of The Good the Bad And The Ugly. Riding a horse through a deserted western town. A childhood dream come true
http://www.mikasounds.com
https://www.facebook.com/mikasounds
https://twitter.com/mikasounds
venerdì 4 luglio 2014
“La certezza può essere dolore...."
Giorgio Faletti è morto. Era malato da tempo, come si apprende da fonti di stampa. Personaggio televisivo e scrittore, autore di best seller, era nato ad Asti il 25 novembre 1950. Era ricoverato all'Ospedale Molinette, aveva annullato tutti gli impegni perché non stava bene. L'ultimo tweet la sera prima di morire con una citazione tratta da un suo libro "Tre atti e due tempi". "A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore...."
giovedì 3 luglio 2014
Michael Jackson… animation
mercoledì 2 luglio 2014
Rossella
Rossella O'Hara, la ragazza rossa, con energia da vendere, e un desiderio di indipendenza da capogiro considerando gli anni in cui si ambienta, è protagonista di Via col vento di Victor Fleming che quest'anno compie 75 anni.
Per rendere omaggio al film cult la Mattel lancia una Barbie da collezione con il volto e le fattezze della protagonista: la bambola indossa il modello di vestito indossato nella scena di apertura del film. Conosciuto come il "vestito volant" l'abito dispone di sei balze a più livelli realizzati in raffinato tessuto di cotone dobby e orlato di pizzo.
Il volto è proprio quello di Vivian Leigh, con occhi verdi e vivaci e il sopracciglio leggermente sollevato che aggiunge fermezza e carattere al viso della protagonista, sempre ferma sulle sue posizioni e tenace nell'affermare le proprie idee (come dimenticare i dialoghi e i litigi serrati con Rhett Butler interpretato da Clark Gable?). Un cameo bianco al collo completa il look.
la citazione:
Tara... A casa... A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno! (Rossella) In lingua originale: «After all, tomorrow is another day!». Questa citazione è stata inserita al 31° posto nella classifica delle cento battute più celebri della storia del cinema.