martedì 22 luglio 2014

Qui giocheranno per sempre

 

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…c’è dove i ragazzi giocano ascoltano musica e guardano e parlano di cinema

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…e c'è dove quattro ragazzi giocavano a pallone…

Atef Bakr, Zakaria Ahed Bakr, Mohamed Ramez Bakr, e Ismael Mohamed Bakr

Piovono bombe sul cielo nero di Gaza. Bombe che esplodono di una luce vivida che risplende lassù, nel cielo, fino a Israele. E mentre il cielo tuona di guerra, lo sguardo dell'artista israeliano Amir Schiby corre lungo la spiaggia di Gaza dove il tempo per quattro bambini palestinesi si è fermato per sempre.  L'artista israeliano Amir Schiby ha deciso che quei quattro bambini non potevano essere morti così, come soldati senza armi né scudi su un campo di battaglia a loro sconosciuto. E allora, in onore e ricordo di Ahed, Zakaria, Mohamed e Ramez, ha creato un'immagine in cui tornano a vivere.

da huffingtonpost.it

In attesa di Richard…

 

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Fans in attesa sotto la pioggia, ma quando l'attore è arrivato il maltempo ha concesso una tregua (prima di riprendere con intensità). Camicia bianca, modi garbati con tutti, Gere al photocall si lancia tra i fotografi, durante la conferenza stampa saluta tutti.

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«Sono davvero felicissimo di essere qui. Io prendo ogni occasione utile per venire in Italia, ho molti amici qui, adoro la costiera amalfitana. Sono contento di essere qui per la prima volta, al Festival di Giffoni dove si realizza una cosa straordinaria. Le relazioni che si stringono qui avranno poi delle conseguenze per tutto il pianeta».

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"Torno qui ogni volta che posso  e stavolta sono accompagnato da mio figlio Homer, che ama tantissimo l'Italia, e dal suo amico Daniel". Questa volta la spinta a ritornare è doppia: "Credo fermamente in questo festival che si rivolge ai ragazzi, le cui azioni avranno una risonanza essenziale per il nostro pianeta. Sono una generazione acuta, brillante, motivata e qui trovano il posto perfetto per condividere esperienze, parlare con i coetanei con cui condividono una visione comune della vita. E non finisce tutto l'ultimo giorno della manifestazione, non si tratta di passare il tempo divertendosi e godendosi il momento, l'impatto di Giffoni continua nella formazione di questi giovani cittadini di un minuscolo pianeta nell'infinito universo".

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L’attore si racconta ai tantissimi giurati che vogliono sapere quanto il Gere attore sia vicino all’uomo: «Se trovate una somiglianza tra me e quel che racconto nei film è perché io cerco di fare sempre cose nelle quali mi ritrovo. Fare film per me è un lavoro e cerco di non tenere mai troppo diviso il lavoro dalla mia vita e dai miei valori».

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«L'industria cinematografica sta vivendo un periodo di transizione e non è più quella dei miei esordi, negli Anni Settanta. Oggi gli studios non producono più pellicole del genere. Intanto canali via cavo come Showtime ed HBO dispongono di budget tali da realizzare prodotti di grande livello. Magari un giorno produrranno anche film: sarebbero i benvenuti perché non esiste alcuna distinzione tra piccolo e grande schermo».

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Ci tengo a ricordare cosa rispose il Dalai Lama a un amico che stava per diventare padre e che si domandava come poter insegnare al figlio i veri valori della vita: "Insegnagli a rispettare la vita di un insetto. Anche lui ha dei figli, dei genitori. Se riesci ad insegnargli questo, gli hai insegnato tutto". Io, comunque, sono ottimista rispetto al genere umano: noi, di fondo, siamo creature gentili e se tutti partissimo da questo, i problemi non solo li risolveremmo ma non esisterebbero neppure».

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Gere, dopo essersi complimentato con l’interprete Caterina, ha detto di aver pianto tre volte al video di Welcome dei ragazzi e ha persino commentato con piacere i fiori sul tavolino accanto a sé. Un gentiluomo d’altri tempi, insomma, oltre che un grande testimone del suo tempo: «All’inizio pensi solo a recitare ma quando capisci che quello che dici viene ascoltato dal pubblico devi prendere coscienza della grande responsabilità che comporta e agire di conseguenza».

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La star hollywoodiana, nel ricevere il Premio Truffaut, ha detto: «Grazie a tutti, ragazzi. Io non sapevo bene cosa aspettarmi, ma mi sono reso conto che questo festival è veramente, veramente importante. Non per me, che non sono nessuno, ma per voi, ragazzi. Tutto questo è davvero speciale. E parteciparvi vi dà una grande responsabilità. Voi siete stati portati qui da tanti diversi posti del mondo e siete in un luogo in cui ci si aspetta che facciate venir fuori la parte migliore di voi. Dovete sempre ricordarvi che quel che fate e siete qui, dovete portarlo nelle vostre comunità, portatelo con voi, dovete restare in contatto tra di voi, connessi, e continuare a moltiplicare tutto questo per il resto della vostra vita».

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„Dopo aver lasciato la stampa, Gere raggiunge i fans sul blu carpet senza purtroppo poter rilasciare autografi, ma salutando tutti con uno speciale scintillio negli occhi e un caldo sorriso“

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Il nostro peggiore nemico può diventare il nostro migliore maestro

R.G.

L’allegra fattoria

 

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Claudia e i PiccoliGrifoni

 

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Incontro con Claudia Gerini che ha parlato ai Piccoli Grifoni del film "La Sconosciuta" (che, nonostante l'estrema violenza di alcune sequenze e i tanti fotogrammi di sesso, ha passato indenne il visto della censura) e di pregiudizi e discriminazioni... A primo impatto ci ha colpito la sua bellezza; tuttavia ci hanno subito disarmato la simpatia e la materna dolcezza. Grazie Claudia.

Tra le attrici più ambite del panorama cinematografico italiano, la Gerini ha incontrato i giurati della categoria Generator. “Consiglierei anche ai miei figli di partecipare a questo Festival – ha detto sorridendo– i bambini hanno una freschezza e spontaneità maggiore rispetto a qualsiasi critico, sono meno diplomatici ma riescono ad esprimere giudizi netti e ponderati”.

Una donna dalle tante sfaccettature che, nonostante il successo, non sa negarsi al suo pubblico: “Non mi sono abituata alla fama – ha raccontato– ho mantenuto vivo lo spirito degli esordi, amo le nuove conquiste e ho voglia di vivere pezzetti di tante vite”. Dai ragazzi in sala è arrivata la domanda sul tema della 44esima edizione: “Cosa vuol dire differenza per te?”, ha chiesto una giovane giurata. “Si ha paura del diverso perché si teme l’esclusione – ha replicato l’attrice – in realtà bisognerebbe puntare proprio sulle particolarità, fare dei difetti il proprio segno di riconoscimento. Be Different è sinonimo di Be rich”.

da Salernonews24

lunedì 21 luglio 2014

James, duro e spiritoso

 

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Un attore che faceva il duro e spiritoso - quello di "Victor Victoria"- famoso anche per un paio di telefilm, e che è morto sabato 19 luglio a 86 anni. Garner era un uomo dalla bellezza vigorosa e fu protagonista di molti film e serie televisive come “Maverick” e “Agenzia Rockford”, che lo resero famoso in tutto il mondo. Il critico televisivo del Washington Post, Tom Shales, aveva scritto che Garner impersonava “quel tipo di mascolinità statunitense burbera, sardonica e schiva”. Il duraturo successo in televisione, spesso come eroe divertente e pigro, è quello per cui era principalmente ricordato, nonostante nella sua carriera avesse offerto acclamate interpretazioni in film come “La grande fuga” (1963), “Tempo di guerra, tempo di amore” (1964), “Victor Victoria” (1982) e “L’amore di Murphy” (1985), che gli valse anche una nomination agli Oscar.

"Una donna che finge di essere un uomo che finge di essere una donna".
La splendida Julie Andrews.  Il ricordo di James Garner.

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L'abbraccio tra James Garner e Julie Andrews durante gli Screen Actors Guild Awards a Los Angeles nel 2005, avevano girato Victor Victoria nel 1982.

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Scrivere con la luce

 

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Non mi sono mai sentito a mio agio con la definizione direttore della fotografia. Sin dai primi lavori ho sempre sentito il bisogno di esprimere la mia individualità - sia pure in un'opera comune, come è quella cinematografica - ho sempre cercato una definizione diversa. Chi fa questo mestiere è co-autore dell'opera cinematografica, responsabile delle sue ideazioni. Il film è un'opera a più mani realizzata da una serie di co-autori e diretta dall'autore principale, che è il regista. Sono andato all'origine della parola: foto-grafia, letteralmente scrittura con la luce, che è poi, guarda caso, il titolo della collana di libri che sto pubblicando con Electa. Chi fa foto-grafia scrive con la luce la storia del film, come il compositore la scrive con le note, come lo sceneggiatore o lo scrittore la scrive con le parole. Il linguaggio della luce, e quindi di tutti i suoi componenti, ha una sua potenzialità, può esprimere sentimenti, emozioni, esattamente come le note di uno spartito o le battute di una sceneggiatura. Noi siamo dei visionari, deriviamo da una serie di visioni, dalla storia della pittura. Ma se un pittore racconta una storia in un'unica immagine - e anche per la fotografia pura e semplice è così - la cinemato-grafia, ed è questa l'espressione in cui maggiormente mi riconosco, ha invece qualcosa di più: il movimento. Si esprime attraverso un racconto, con un inizio, uno svolgimento e una fine. Quindi scrivere con la luce è raccontare una storia cinemato-grafica attraverso la luce e tutti i suoi componenti….

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l'ultimo imperatore

Il Premio Oscar plurimo Vittorio Storaro ripercorre le tappe della sua carriera al Giffoni Film Festival: durante la Masterclass spiega lo studio che l'ha portato a "illuminare" alcuni capolavori della storia del cinema.

 

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www.storarovittorio.com

Salvatore e Marco

 

quelli di Gomorra

Salvatore Esposito e Marco D'Amore hanno parlato di passato, di futuro, del "Chè" e delle polemiche sul set della fortunata serie TV "Gomorra"

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Si chiamano Marco D'Amore e Salvatore Esposito, ma sono riconosciuti e osannati da molti come Ciro "l'immortale" Di Marzio e Genny Savastano, i protagonisti di Gomorra - La serie andata in onda con successo su Sky. Appena arrivati come ospiti d'onore al Giffoni Experience, la 44esima edizione del festival in corso fino al 27 luglio, tutti i ragazzini in attesa delle star e i giovanissimi giurati li notano. Ignorando, forse, il caos che li ha investiti da un paio di giorni.
Ovunque si legge delle presunte tangenti che i dirigenti della produzione Cattleya avrebbero versato ai boss di Torre Annunziata pur di girare alcune scene della fiction nel villone kitsch di una famiglia di criminali. Nella serie, appunto, casa del boss Pietro Savastano.    

da Repubblica

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Due anni di lavoro, 225 attori e centinaia di comparse, 156 location e 2300 tra collaboratori e fornitori: Gomorra - La serie è stata venduta in 50 paesi, ed è già entrata nella storia della serialità televisiva . Tutte le foto di Gomorra

Gomorra - La serie è una serie televisiva italiana ideata dallo scrittore Roberto Saviano e basata sull'omonimo romanzo in onda su Sky Atlantic dal 6 maggio 2014. È la seconda trasposizione dell'opera dopo il film Gomorra di Matteo Garrone.

La serie è stata accompagnata da un successo di pubblico e i relativi diritti sono stati venduti in 50 diversi paesi. Prodotta da Sky insieme a Cattleya e Fandango, con la collaborazione di LA7 e Beta Film, che si è occupata della vendita all'estero della serie, è ambientata a Napoi e dintorni. La trama si focalizza su due clan rivali, i Savastano e i Conte, in lotta per il controllo della zona e dei vari traffici illegali.

da twitter

domenica 20 luglio 2014

D.Shostakovich - Waltz No.2

 

Tormentone del GFF ?

La Suite per orchestra di varietà è una suite composta da Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, ed è articolata in otto movimenti, per lo più provenienti da altre opere del compositore.

Stando a una nota dell'autore, i singoli movimenti della suite possono essere suonati a piacere, sia per quanto riguarda il loro numero che la loro successione. L'ordine dato agli otto movimenti nella serie New Collected Works dall'editore DSCH è il seguente:

  1. Marcia
  2. Danza n. 1
  3. Danza n. 2
  4. Piccola polka
  5. Valzer lirico (in Do minore e Mi bemolle maggiore)
  6. Valzer n. 1 (in Si bemolle maggiore e La maggiore)
  7. Valzer n. 2 (in Do minore e Mi bemolle maggiore)
  8. Finale

Sophia…bella Italia

 

Sophia Loren Tribute

Robert Redford e Sophia Loren posano per i fotografi prima dell'inizio dell'evento “Bella Italia! a tribute to Sophia Loren" al Napa Valley Festival del Sole a Oakville, California

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…il Mambo di Sophia. La bravura e il talento di Sophia non si possono definire, aggettivi come straordinaria, unica, inimitabile..non rendono l'idea. E Vittorio? che dire, un talento puro e inimitabile. Due Grandi che hanno fatto la storia del nostro cinema.

sabato 19 luglio 2014

Left Behind

 

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Left Behind è un progetto della fotografa newyorkese Jennifer Loeber dedicato a sua madre, morta lo scorso febbraio.

La stessa Loeber lo spiega così:

[dopo la morte improvvisa di mia madre] «fui travolta dal bisogno di conservare persino il più frivolo dei suoi oggetti. Invece di fornirmi conforto e memorie felici, divennero fonte di profonda tristezza e ansia, e sapevo che l’unico modo per andare avanti era riuscire a interagire con loro in modo catartico».

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Loeber iniziò allora a condividere fotografie degli oggetti di sua mamma su Instagram e si rese conto che questo la aiutava a «diminuire il mio sentimentalismo verso le cose che mia mamma ha lasciato dietro di sé». Il progetto affianca immagini degli oggetti con fotografie della madre, scattate soprattutto dal padre nel corso della sua vita, e che sono in qualche modo legate tra loro: un paio di pantofole, un rossetto, una cassetta di Rod Stewart, un foglietto annotato. Il risultato è una sorta di memoriale fotografico molto toccante, che racconta la vita della madre come fosse un vecchio filmino collegandolo allo stesso tempo a tutte le cose che ancora restano di lei.

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da The Post